LATINA -Sono sette le persone finite in manette questa mattina, tra Latina e Sonnino, nel corso dell’operazione ‘Blackout’ da parte degli uomini del Nas sotto il comando del Maggiore Felice Egidio per l’omicidio di un operaio 67enne. L’uomo era stato ritrovato in stato di incoscienza e senza respiro lo scorso 23 giugno nei pressi di un cantiere edile a Sonnino. Soccorso e trasportato al Santa Maria Goretti di Latina, l’operaio è poi deceduto, dopo diversi mesi di ricovero in terapia intensiva, presso il nosocomio pontino.
Una morte inizialmente attribuita a cause naturali ma che, a seguito della denuncia-querela presentata dai familiari della vittima, ha portato la Procura di Latina – nella persona del Pm Giuseppe Miliano – ad ipotizzare i reati di omicidio volontario con dolo eventuale, favoreggiamento personale aggravato continuato, rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.
Dalle indagini svolte dai militari del Nucleo Antisofisticazioni pontino emergeva quindi- secondo le ipotesi accusatorie della Procura di Latina – che il decesso del 67enne era invece da ricondursi a un infortunio sul lavoro verificatosi all’interno del cantiere edile di Sonnino, a seguito di una scarica elettrica accidentale ad alta tensione mentre erano in corso lavori relativi ad un getto di calcestruzzo commissionato da una società di autotrasporti, per la realizzazione di un parcheggio.
Questa mattina dunque i Carabinieri del Nas di Latina, a conclusione di una complessa e minuziosa indagine, denominata “Blackout” – coordinata dalla Procura della Repubblica pontina – hanno dato esecuzione, nei comuni di Latina e Sonnino, a 7 misure cautelari (di cui 3 custodie in carcere e 4 agli arresti domiciliari) emesse dal Giudice delle indagini Prelimanari, Giuseppe Cario, nei confronti di altrettante persone, indagate, a vario titolo ed in concorso fra loro, per i reati di omicidio volontario con dolo eventuale, favoreggiamento personale aggravato continuato, rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Nel corso delle indagini è risultato inoltre che tutti gli operai dell’azienda interessata erano stati assunti “in nero” e che non era stata predisposta alcuna misura a tutela dei lavoratori.
Infine i militari del Nas hanno anche provveduto all’esecuzione del decreto di sequestro preventivo dell’area del cantiere edile dove è avvenuto l’incidente, sussistendo – sempre secondo la Procura di Latina – il concreto pericolo di reiterazione del reato.
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