Giovani istigati al suicidio, tra loro un ragazzo di Latina. Viene Oscurato dalla Polizia Postale il sito Sanctioned Suicide. Gli inquirenti ora puntano a trovare i responsabili della piattaforma. Il fascicolo è affidato alla Pm Giulia Guccione.

Secondo la Procura di Roma, i giovani venivano istigati al suicidio. Il sito spiegava come suicidarsi.

Strazianti erano state, per la comunità di Latina, le parole sui social della mamma di Fabio Gianfreda, il giovane studente che si è tolto la vita in un albergo di Roma ingerendo nitrito di sodio sciolto nell’acqua.

La piattaforma web, infatti, forniva indicazioni e suggerimenti singolari come questi: “Prendi una stanza in hotel dove stare tranquillo e sentirti ancora più estraneo. Mangia un cioccolatino per coprire il sapore del veleno. Associalo con un medicinale antivomito”.

Una community con oltre 17000 inscritti in tutto il mondo, tra cui anche ragazzi italiani, tutti legati dal comune interesse di trovare supporto concreto e morale nel portare a compimento propositi suicidari.

Una community, dunque i suggerimenti venivano dati direttamente dagli altri iscritti. Questi fornivano indicazioni utili su come trovare la morte mediante ingestione di salnitro, sostanza in libera vendita che, assunta in determinate quantità, diventa tossica per il corpo umano causando la morte in quanto inibisce il trasporto di ossigeno.

Accompagnavano via chat le vittime sino agli istanti immediatamente precedenti la morte, assicurando alle vittime il sicuro “successo” ottenuto da altri ragazzi che avevano trovato la morte nello stesso modo.


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