Il Vangelo è la forza di Dio che, penetrando nella storia, cambia il cuore dell’uomo e gli apre sentieri di felicità e di libertà nella purezza di cuore, nella capacità di operare pace e di essere misericordioso, di vivere con scioltezza la sofferenza e il pianto. Carlo Maria Martini
Nel libro dell’Ecclesiaste si trova l’espressione, «Le parole dei saggi sono come pungoli e come chiodi piantati» (12,11), molto interessante e utile per presentare il testo Parole per vivere (edizioni Paoline) del cardinale Carlo Maria Martini, grande divulgatore della Parola attraverso il metodo della lectio divina.
Nell’Introduzione l’autore scrive che «Fra le tante parole che ogni giorno diciamo, ascoltiamo e leggiamo, ce ne sono alcune che riconosciamo avere una risonanza particolare in noi: sono parole che ci fanno gioire, che ci consolano, che ci inducono a riflettere sul senso più vero della vita, che ci consentono di esprimere sentimenti, stati d’animo, speranze, desideri». In questo libro, seguendo il metodo della lectio divina (lectio, meditatio, contemplatio) sono raccolte le riflessioni su alcuni brani del Vangelo scaturite dagli incontri che il cardinale ha avuto con religiosi della diocesi di Milano.
Per potere avvicinare e penetrare la Parola evangelica è necessario leggere (lectio) e rileggere in maniera approfondita il testo cercando di coglierne la struttura, le parole chiave, i temi fondamentali, le affinità, i collegamenti, le relazioni con il contesto e gli insegnamenti perenni. Far seguire poi la meditatio che è l’interrogazione su valori perenni del testo e infine la contemplatio, la parte finale della preghiera, che si realizza nel momento in cui la Parola di Dio, che si è letta e meditata, viene gustata con il cuore.
Per l’autore la sintesi del Vangelo sta nel Discorso della Montagna, capitolo 6 del Vangelo secondo Matteo, che affronta il triplice tema della preghiera, del digiuno e dell’elemosina; in particolare si sofferma sulla frase «il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà», evidenziando che essenziale è la ricerca di Dio, l’essere nel segreto davanti a lui. Nel ribadire che il mistero della preghiera consiste nel pregare con insistenza e fidarsi completamente di Dio, l’eminente religioso afferma che la regola d’oro del Vangelo è l’amore per il prossimo, è il «non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te». Ulteriori riflessioni teologiche riguardano i temi della povertà e della ricchezza, in particolare il rifiuto del ricco di seguire il Maestro, la difficoltà, e quasi l’impossibilità, della persona ricca, sedotta e dipendente dal denaro, a entrare nel regno dei cieli, che Gesù nella predicazione paragona sia al seme che cresce e matura, diventando grano, sia al granello di senape che diventa grande come un albero. Nella meditatio il cardinale mette in risalto che, per parlare del Regno di Dio, Gesù si serve di parabole per amore di concretezza, per invitare a pensare e per indicare che non è possibile possedere una conoscenza definitiva di Dio o delle cose di Dio.
Nell’esaminare il brano del primo evangelista Marco (6,7-13), Martini si sofferma sul problema dell’evangelizzazione condotta, con un metodo umile e povero, dai dodici apostoli comandati e mandati come missionari a incontrare le persone e a portare la parola di Dio. L’autore affronta anche brani come quello di Luca (11,37-53) molto duro, forte, polemico inerente l’incontro/scontro con gli scribi, i farisei e le loro tradizioni (le abluzioni, le regole igieniche) e con i dottori della Legge per l’ipocrisia e per l’incoerenza tra il predicare e l’agire. Nella disamina dei brani evangelici non manca il commento a un testo dal sapore parenetico, in cui Gesù esorta i suoi discepoli e tutti noi, ad essere sempre pronti ad accogliere il Figlio dell’uomo. La tematica dell’essere pronti, di vegliare giorno e notte, è presente in tutti i Vangeli sinottici. Il quarto Vangelo di Giovanni è una iniziazione all’amicizia, intesa come segno e modalità nel rapporto tra le persone e tutti gli esseri umani che Gesù incontra, come Filippo e Natanaele, nel suo cammino di predicazione e di insegnamento. Le parole chiave di questa relazione amicale condivisa, con il conforto e il sostegno, sono: “Seguimi”, “Venite dietro a me”, “Venite e vedete”, “Vieni e vedi”. Una delle risposte più alte di tutto il Nuovo Testamento sta nelle parole che Gesù dice all’apostolo Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita».
L’itinerario di lettura dei brani del Vangelo termina con l’Invito alla gioia (Gv 15,9-11) con il quale tutti gli uomini sono spronati ad amarsi così come ha fatto Gesù. L’autore è stupito dal paragone tra ciò che Dio fa e quello che gli uomini debbono fare. Soltanto osservando i comandamenti e con la preghiera gli uomini possono sintonizzarsi con il Mistero, conoscere gli altri e trarre indicazioni per il loro agire.
Leggere, meditare e contemplare le parole del Vangelo, commentate dall’illustre biblista Carlo Maria Martin, è sempre un piacere intellettuale e spirituale perché seguendo l’autore nei suoi percorsi di scavo della Parola, si scopre a poco a poco che meditare è un atto che può regalare felicità e bellezza, intelligenza e gioia interiore.
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