Giochi della Gioventù, anno 1972. A Latina si disputava la grande manifestazione ideata dal presidente del Coni Giulio Onesti. Sul campo in mattonelle dell’ex Opera Balilla noto un ragazzo particolarmente dotato, giocava con la rappresentativa delle scuole medie, non era tesserato con alcuna società sportiva. In quel pomeriggio di maggio incontrai la prima volta Angelo Vetica, nato nel 1958. Gli chiesi immediatamente se voleva cominciare a frequentare i nostri corsi per essere poi inserito nella squadra Allievi dell’Ab Latina. Lui – sorpreso di tanto interesse – rispose affermativamente e da qul momento cominciò una luminosa carriera cestistica. Arrivò a giocare nel ruolo di guardia in serie B, con Ab Latina e Sicma Sud. Poi Angelo si è dedicato completamente agli studi di Medicina diventando un apprezzato infettivologo all’ospedale Goretti di Latina. il suo tiro era da manuale, nel campionato Allievi si distinse contro l’Anagni al Circolo Cittadino con 28 punti realizzati – 10 su 11 da due punti, 8 tiri liberi – contribuendo in modo determinante al successo dei nerazzurri. Angelo Vetica si distingueva per la mano vellutata, un tiro rapido, eseguito a sorpresa nei punti più disparati del campo, arresto e tiro parabolico la sua specialità. Tutto merito dei favolosi Giochi della Gioventù. Per la prima edizione del 29 giugno 1969, celebrata nella capitale nelle finali nazionali, i numeri danno l’esatto riscontro della portata di un evento straordinario: 4118 giovani qualificati e 5509 comuni rappresentati, usciti da una base iniziale di quasi due milioni e mezzo di ragazzi partecipanti sin dalle fasi locali.























