Dovevano essere giorni di pausa, di distensione, di preparazione alle rimanenti sfide in acqua quelli decretati per la sospensione del ciclo di regate dalle autorità sanitarie a causa della recrudescenza del covid in Nuova Zelanda.

Si trasformano in invece in caos per le accuse che britannici e neozelandesi stanno lanciando a Luna Rossa, spalleggiate da testate giornalistiche locali e, aggiungeremmo, smaccatamente di parte.

In acqua la barca azzurra sta dimostrando una netta superiorità tecnico-tattica, fa decisamente paura, e giù attacchi corredati di accuse di antisportività ed insensibilità.

Solo perché i vertici del team italiano si stanno opponendo alla proposta di riprendere a regatare il 26 febbraio, quando la stretta del virus si sarà presumibilmente allentata onde consentire al pubblico di poter assistere dal vivo allo spettacolo velistico.

Stracciando, di fatto, un regolamento condiviso da tutte le parti interessate alla vigilia della manifestazione.

Un regolamento che impone nel 24 febbraio la fine della disputa della Prada’s Cup e, in caso contrario, giunti alla data prevista, l’assegnazione della vittoria all’equipaggio in vantaggio di punti al momento dello stop.

Ma l’Italia non vuole assolutamente vincere a tavolino, anzi. Chiede di ritornare all’opera al più presto, sin dal prossimo 19 febbraio, in modo da poter chiudere i conti con Ineos UK entro il giorno stabilito dal regolamento, partendo dalla giusta considerazione che oggi, in qualsiasi parte del mondo, lo sport non si è fermato, anche se è tenuto a chiudersi dentro e rispettare le misure anticontagio, negando agli appassionati la partecipazione diretta agli eventi, vedi, giusto per fare un esempio di casa nostra, i campionati mondiali di sci in pieno svolgimento sulle piste di Cortina d’Ampezzo.

Tra l’altro il livello di allerta pandemica ad Auckland dal 3 iniziale domani scenderà a 2, un grado che, protocollo alla mano, concede la possibilità di gareggiare, anche se a porte chiuse.

Alla luce dei fatti, le ritrosie degli avversari non sembrano altro che mezzucci nel tentativo di prendere tempo

A questo punto la domanda sorge spontanea: non è che la grande sensibilità degli anglosassoni nei confronti del pubblico non sia solo un pretesto per mascherare il terrore di vedersi scippare una Coppa America che ritengono di loro esclusivo appannaggio?


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