PROFESSOR UNRAT
E’ il titolo (originale) del ben più noto “L’angelo azzurro” di Heinrich Mann (fratello di Thomas) da cui il film omonimo, sottotitolo: La fine di un tiranno (Das ende eines tyrannen). Un romanzo,se si vuole, di “appendice” rispetto ai grandi romanzi. Comunque,andrebbe regolarmente letto-proposto a scuola come un corollario di quelli del Manzoni,Verga e Steinbeck, una terna che i docenti farebbero bene a considerare inscindibile e imprescindibile. E,finalmente, parlare di “popolo”, quello vero e presunto (con il Porta come “intemezzo”). “Furore” può dirsi la drammatica epopea dei vinti e il furioso j’accuse ai vincitori (grassatori e sfruttatori,Banche etc.). Ho già scritto che in America quel romanzo e il suo autore, tacciato (e censurato) di essere un sovversivo cioè “comunista”, nonostante quell’America (1940) fu adottato nelle scuole. Chissà mai che il Ministero, solo per distrazione,non arrivi a proporlo almeno per il tema-esame di Stato,diciamo per l’attualità (il caporalato,sfruttamento a oltranza, emigrazione coatta etc.). Ma Fioravanti (Ministro) come i suoi predecessori continuerà a giocare di fioretto! Dunque, il Professore di Filosofia di Siena un Professor Unrat (=spazzatura)?! “…Insomma,un nome; e non sono affatto disposto a lasciar correre.Da persone [gli alunni] che ho avuto la disgrazia di conoscere a fondo….Li colpirò ogni volta che mi raggiungano. La sua malvagità Erztum,a parte che m’ispira ribrezzo,dovrà spezzarsi come vetro contro la ferma decisione che le annuncio: oggi stesso riferirò quel che ha fatto al direttore, e non tralascerò nulla di quanto è nelle mie forze perché,vivaddio,l’Istituto sia almeno liberato dalla peggior feccia del consorzio umano! E,toltosi il mantello, sibilò -Seduti!-“. Diversa la situazione del Professore di Siena e relativi studenti,certamente, ma quel che lo accomuna al collega del romanzo è, per così dire,il clima d’un epoca,il fatto che il gesto inconsulto (siamo benevoli!) da lui compiuto evoca un pensiero funesto che l’autore (H.Mann) adombra molto efficacemente nel romanzo.Lo stesso pensiero negativo e spregevole che circola nei tempi che stiamo vivendo, assai tristi e pericolosi per tutti,in particolar modo per i giovani. I quali,peraltro, non se ne rendono conto se non per la disoccupazione e relativa “emigrazione” cui sono indotti o costretti.Deviati da una “sottrazione” della e alla cultura intesa come azione civile,diciamo come pensiero e azione. In percentuale (statisticamente) le abilità nella lettura e scrittura dei ragazzi è tristemente ridotta. Purtroppo l’istituzione scuola continua a poltrire nel suo “grande sonno” (vedi film), ad agire-intervenire per approssimazione. A non considerare il fattore CULTURA cui è strettamente collegata la biblioteca scolastica che,davvero, non è una “approssimazione” come può esserlo il termine “romantico”. Al contrario, la biblioteca nella scuola è un luogo “illuministico”, un corollario necessario, istruttivo e costruttivo ai fini della “uscita dallo stato di minorità” (vedi Kant). Ho appreso che,attualmente, la biblioteca del liceo Classico è chiusa, una biblioteca altro che evoluta e fornita compresa una videoteca da fare invidia alla Feltrinelli(!). Caduta progressivamente in letargo cioè “dismissione”,oggi è praticamente inaccessibile e infruttuosa: carenza di personale? A meno che non si tratti di sicurezza. Si potrebbe replicare che non sono fatti miei. E invece lo sono poiché non parlo come/da ex preside bensì da cittadino idem per il “teatro dei miracoli”: in entrambe i casi si tratta della fruizione di un bene pubblico nonché culturale.Nel caso specifico come per ogni disservizio scolastico (i termosifoni !!), anche per la biblioteca gli alunni dovrebbero mobilitarsi e con loro i docenti. Presumo che la dirigente possa addurre tutte le ragioni o attenuanti del caso,comunque sia dovrebbe sapere che, soprattutto in certi frangenti terreni, non solo a Dio ma anche all’uomo è dato di vedere e provvedere(!) Diversamente e suo malgrado, con la biblioteca chiusa o in disuso, rischia di ritrovarsi (più che lei,purtroppo, gli alunni e docenti) una Unrat Bibliothek (biblioteca spazzatura) così ridotta dai roditori più o meno occulti(!). Insomma,con i libri al macero o al rogo come quelli di funesta memoria: no, per pietà! No a quell’ “orrenda pira” (Stride la vampa!…) scongiurata da Manrico (Il Trovatore) per salvare Azucena (la madre)…Dio salvi (dalla “spazzatura”) la dirigente e tutti i libri! (gmaul)
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