“Quando” è un film che metaforicamente fa una disamina singolare sul partito comunista scomparso dalla scena politica italiana

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Titolo: Quando

Genere: drammatico

Durata: 105 min

Regia: Walter Veltroni

Soggetto: Walter Veltroni (dall’omonimo romanzo, Rizzoli, 2017)

Sceneggiatura: Simone Lenzi, Doriana Leondeff, Walter Veltroni

Fotografia: Davide Manca

Produzione Paese. Italia, 2023

Cast: Neri Marcorè, Valeria Solarino, Gian Marco Tognazzi, Fabrizio Ciavoni, Olivia Corsini, Ninni Bruschetta, Stefano Fresi, Massimiliano Bruno, Elena Di Cioccio, Luca Vendruscolo, Michele Foresta, Carlotta Gamba, Dharma Mangia Woods, Anita Zagaria, Andrea Salerno, Luca Maria Vannuccini, […]

Quest’ultimo film di Walter Veltroni potrebbe considerarsi il prosieguo metaforico del suo primo film documentario Quando c’era Berlinguer (2014), in quanto ha inizio nel giorno dei funerali del segretario del partito comunista, quando il diciannovenne Giovanni Piovasco (Neri Marcorè) per un incidente fortuito entra in coma e si sveglia 31 anni dopo nello stesso ospedale dove era stato ricoverato. Al risveglio,viene accudito amorevolmente da suor Giulia (Valeria Solarino) che lo segue puntualmente, e gradualmente lo aggiorna del suo passato, del presente e della sua famiglia. Risponde a tutte le sue domande: il padre è morto undici anni prima per un infarto, mentre la madre, ancora in vita, è ricoverata per demenza senile avendo perso le facoltà cognitive; l’Unione Sovietica non esiste più e neanche il Muro di Berlino, e Berlusconi, quello delle televisioni, è stato Presidente del Consiglio. Tutte risposte che fanno capire che in quel lungo lasso di tempo il mondo è cambiato, ed è cambiato in maniera inaspettata, tant’è che a via delle Botteghe Oscure Giovanni non trova più la sede del suo partito dove si recava con il padre. Per Giovanni il giorno del risveglio è come se fosse stato quello di una seconda nascita però all’età di un cinquantenne sebbene con la mente di un giovane diciannovenne, in procinto di sostenere gli esami di maturità. Profonda è la crudezza realistica che si abbatte su Giovanni che ovviamente non ha conoscenza dei fatti avvenuti dopo il suo incidente ma che, rimanendo in attesa continua, viene a scoprire gradualmente. Ed, ogni volta, che gli si svela qualcosa di intimo, l’impatto è così drammatico che soltanto l’intervento amorevole di suor Giulia riesce a mitigare con un senso perfetto della misura.

Il regista usa questa storia particolare – il cui soggetto è tratto dall’omonimo romanzo -, come stratagemma per indagare sulla metamorfosi del partito comunista in un lungo lasso di tempo, tant’è che utilizza “quando” non come avverbio, ma come circostanza. Infatti, descrive metaforicamente, dopo la morte di Enrico Berlinguer avvenuta l’11 giugno 1984, quel che è successo al partito comunista italiano. In definitiva, come Giovanni,  il partito è entrato in coma profondo perdendo in 31 anni quella peculiarità e quella autorevolezza sociale che lo avevano reso secondo, solo per poco, alla Democrazia Cristiana ai tempi della prima Repubblica. Adesso, come Giovanni, quel partito dovrebbe risvegliarsi e risvegliandosi dovrebbe incominciare a indagare e a conoscere il nuovo mondo e la nuova società italiana, soprattutto quella dei lavoratori, con i suoi problemi e i suoi bisogni, e una volta “conosciuti” dovrebbe adoperare tutte le strategie politiche e sociali necessarie per tendere al raggiungimento dei livelli del trascorso apogeo.

La scelta di Neri Marcorè e di Valeria Solarino da parte del regista Veltroni ha fatto centro, in quanto ambedue questi attori sono riusciti, grazie alla loro consolidata verve artistica, connessa con la loro sfera sentimentale ed emotiva, ad esprimere  in un sol colpo ciò che ha creato un vuoto nel panorama politico italiano e a farlo comprendere con fine sagacia a quel pubblico, che ha perso quegli ideali che protendevano alla conquista della libertà dal bisogno che sottintende tutte le altre libertà.

Filmografia

Quando c’era Berlinguer (doc., 2014), I bambini sanno (doc.,2015), Gli occhi cambiano (doc.,2016), Indizi di felicità (doc., 2017), C’è tempo (2019), Fabrizio De Andrè e PFM – Il concerto ritrovato ( doc.,2020), Edizione straordinaria (2020), È stato tutto bello – Storia di Paolino e Pablito (doc.,2022), Adesso tocca a noi (2022).

Francesco Giuliano


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Francesco Giuliano
Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).