CISTERNA DI LATINA – Il libro di Giulio Alfieri “Questo Piatto di Grano. La colonizzazione dell’Agro Pontino. Nomi, volti, origini delle famiglie che si insediarono”, pubblicato da Atlantide editore, finalmente farà tappa a Cisterna di Latina, un comune fortemente investito dalla colonizzazione dove sorsero ben 179 poderi dell’Onc in cui andarono a vivere, alernandosi, 212 famiglie per lo più provenienti da Veneto,  Emilia e Friuli. Mentre furono 33 le famiglie cisternesi assegnatarie di un podere e che si stabilirono in diversi comuni dell’Agro pontino bonificato.

Come afferma lo stesso autore: “Se scrivi un libro sulla trasformazione e colonizzazione dell’Agro Pontino non puoi non presentarlo a Cisterna. Perché Cisterna rivestì un ruolo chiave sia per la bonifica che per il popolamento. Con la sua stazione ferroviaria fu porta d’accesso al Pontino di operai, mezzi e coloni e punto di smistamento delle merci, delle attrezzature e delle vettovaglie”. Ad ospitare l’evento sarà il Centro sociale di Prato Cesarino, in via Torre Astura, venerdì 10 novembre alle 18:00, con l’intervento di Giulio Alfieri e del giornalista Fabrizio Giona in veste di intervistatore e moderatore.

I riflettori della ricerca di Alfieri sono puntati sull’universo dei coloni, complessivamente circa 4.000 famiglie, tante furono comprendendo quelle costrette ad abbandonare l’impresa e quelle derivate dalle originarie, che si insediarono nei poderi dell’Onc dopo la bonifica operata dal fascismo. Come si legge nella sinossi del volume: “Nel narrare le fasi, le modalità, le scelte della colonizzazione, il focus resta puntato sulle conseguenze che le decisioni ebbero sulle famiglie coloniche, le vere protagoniste di quella vicenda. Ad esse quest’opera vuol rendere giustizia, preservandone i nomi, i volti, le origini e le vicende dall’oblio in cui, non di rado, il procedere senza soste della Storia relega le storie silenziose degli umili”.

Alfieri, classe 1957, abruzzese di origine, laureato in scienze politiche, vive e lavora a Roma e da diversi anni si è appassionato alle vicende dei coloni pontini, dando alle stampe nel 2014 la sua prima opera “La terra che non c’era”. In questo nuovo e assai più corposo volume, frutto di una ricerca su migliaia di documenti, oltre l’originale narrazione del rapporto tra istituzioni del regime e coloni e un apparato fotografico di 100 immagini inedite delle famiglie appoderate, tra i maggiori punti di forza vi è per la prima volta l’elenco completo di tutte le famiglie assegnatarie, con paese di origine, anno d’arrivo, numero di podere e relativa località, numero dei componenti del nucleo familiare, esito del rapporto con l’Onc, ovvero se il podere fu riscattato o meno. Dati suddivisi per regione e provincia, per cui grazie al lavoro di Alfieri è possibile oggi sapere con precisione in che misura contribuirono alla colonizzazione ciascuno dei 726 comuni di provenienza delle famiglie che andarono a vivere nei poderi dell’Onc in Agro pontino.


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