LATINA – Rapita in Romania e costretta a prostituirsi a Latina: ragazza 18enne salvata dalla Polizia, fermata una coppia di aguzzini. Una storia drammatica e complessa quella racco che ha portato al fermo di due persone martedì sera a Latina, accusate di sequestro di persona, riduzione in schiavitù, tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione. Le vittime di questa vicenda sono una giovane romena di appena 18 anni, rapita nel suo Paese e portata in Italia con l’inganno.
Tutto inizia in Romania, dove la ragazza – all’epoca ancora minorenne – viene adescata sui social network da una coppia di connazionali, un uomo e una donna, che le promettono un lavoro come cameriera. La giovane accetta, ma durante il viaggio i due le offrono delle sigarette narcotizzate. Al suo risveglio, scopre di trovarsi in Italia, priva dei documenti e del telefono, senza alcuna possibilità di contattare la famiglia.
La ragazza viene condotta prima a Messina e poi trasferita a Latina, dove, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, viene costretta a prostituirsi sotto minaccia e obbligata a scattare foto a contenuto pornografico poi diffuse su siti per adulti.
Martedì sera la svolta: approfittando di un momento di distrazione dei suoi aguzzini, la giovane riesce a fuggire dall’appartamento in cui era rinchiusa, nei pressi del centro di Latina, e raggiunge la stazione ferroviaria di Latina Scalo. Da lì, riesce a chiedere aiuto al Consolato Generale di Romania, che attiva le procedure di emergenza e contatta la Polizia italiana attraverso il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia.
Gli agenti della Squadra Mobile e delle Volanti di Latina, guidati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto e coordinati dalla Procura di Latina, raggiungono la ragazza, la mettono in salvo e la accompagnano in una struttura protetta, dove ha ricevuto assistenza immediata.
Le successive indagini permettono di individuare l’appartamento dove la giovane era stata trattenuta. Durante la perquisizione, i poliziotti sequestrano telefoni e dispositivi elettronici utilizzati per il controllo e lo sfruttamento della vittima. Vengono così fermati i due connazionali, una coppia di cittadini romeni, ritenuti responsabili dei gravi reati.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Latina, proseguono per verificare eventuali collegamenti tra la Sicilia e il capoluogo pontino e accertare se la coppia possa aver coinvolto altre giovani vittime nella rete di sfruttamento.
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