Recoma : Patti non rispettati, non sono stati pagati gli stipendi, lavoratori in agitazione

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Accordi non rispettati e stipendi non erogati. Si complica di nuovo la situazione dei lavoratori Recoma di Sermoneta e per questo è stato nuovamente dichiarato lo stato di agitazione. Sembra essere tornati a due mesi fa quando i lavoratori avevano protestato fuori dai cancelli dell’azienda per il mancato pagamento degli stipendi, delle tredicesime.
A rendere noto quanto sta accadendo è il segretario della Confail Gianni Chiarato che afferma: “La Recoma, azienda del settore gas termici operante nel territorio di Sermoneta non ha rispetto gli accordi siglati grazie ai quali era stato possibile superare lo sciopero da parte delle maestranze. Alla prima scadenza e contrariamente da quanto era stato assicurato, gli stipendi di marzo non sono stati assolti e i lavoratori e le lavoratrici si sono ritrovati nella stessa condizione che tre mesi fa aveva determinato la proclamazione dello stato di agitazione. Allo stato delle cose riteniamo inaffidabile ogni altra comunicazione proveniente dai vertici aziendali senza che vi sia l’immediato pagamento delle spettanze dei dipendenti ed in caso contrario annunciamo già da ora lo stato di agitazione”.

Nell’accordo siglato lo scorso 3 febbraio, l’azienda si era impegnata a sbloccare il pagamento delle rimanenti spettanze dei mesi dicembre 2024 e gennaio2025 con scadenze a 4 febbraio e fino al 28 febbraio, per poi riprendere in piena regolarità nei mesi a seguire. L’ultima scadenza non è stata rispettata. La Confail stessa aveva dichiarato: “Pur ritenendo queste soluzioni come un obiettivo raggiunto ed un buon auspicio per il futuro prossimo, resta inteso che la nostra attenzione riguardo allo svolgersi degli impegni assunti rimane alta e pertanto ci attendiamo che vengano assolti entro la fine di questo mese”. Cosa che non è avvenuta.

“Tutto il corpo dei salariati di questa azienda vive una condizione di insicurezza che si protrae da mesi, generata da gestioni poco consapevoli e da una marcata improvvisazione nell’ affrontare i mercati, la concorrenza e le innovazioni tecnologiche necessarie”.

Da oggi dunque è stato di nuovo proclamato lo stato di agitazione e nelle prossime ore, dopo l’assemblea con i lavoratori, si stabiliranno le eventuali proteste da attuare.

 


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