SABAUDIA – Dopo il Partito Democratico anche Fratelli d’Italia interviene sull’accoglimento da parte del Tar del ricorso presentato dai titolari di tre chioschi sul lungomare.
La nota stampa.

“La giustizia amministrativa ha censurato i recenti provvedimenti della giunta Mosca, confermando i rilievi tecnici sollevati dall’opposizione nei mesi scorsi. Il TAR ha accolto il ricorso di tre storici chioschi del lungomare ai quali l’Amministrazione Comunale aveva negato l’autorizzazione a installare le strutture per la stagione in corso, nonostante il regolare possesso di un titolo concessorio triennale. Resta inoltre aperta la questione relativa alle altre 5 postazioni (questione Gallo).

Questo provvedimento non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in una serie di ripetuti errori procedurali che stanno compromettendo il corretto funzionamento degli uffici comunali. Il continuo susseguirsi di anomalie burocratiche e vizi di legittimità sta provocando una paralisi che danneggia la gestione complessiva e lo sviluppo della città di Sabaudia.

Le criticità gestionali emergono chiaramente nel bando per l’aggiudicazione di nove lotti demaniali, inclusi i tre già titolari di concessione. Questo provvedimento, contro cui l’opposizione ha espresso voto contrario in Consiglio Comunale, è attualmente bloccato da molteplici ricorsi amministrativi che ne prefigurano l’annullamento. In sede consiliare abbiamo, come consiglieri di FDI, eccepito l’erroneità del bando nella parte in cui si attestava l’assenza di contenziosi pendenti. Anche in questo caso, nessun ascolto.

L’esito del giudizio odierno smentisce tale dichiarazione. Al fine di evitare il protrarsi del blocco dell’attività degli uffici, richiediamo formale annullamento in autotutela della procedura in questione.

CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO.
Nel mese di febbraio 2025 abbiamo presentato formali soluzioni tecniche e giuridiche volte a definire la transizione delle autorizzazioni nel pieno rispetto della legalità e della continuità amministrativa ma il Sindaco Mosca aveva irriso con la solita sprezzante arroganza tutte le soluzioni, che alla luce dei fatti non avrebbero fatto precipitare Sabaudia in questo caos, che avevamo suggerito durante le Assemblee consiliari. La maggioranza ha sostanzialmente respinto il confronto, optando per procedure complesse e prive di solido fondamento giuridico. Il Sindaco arrivò a dichiarare che avrebbe stravinto nei vari giudizi amministrativi e che le sentenze ‘avrebbero fatto giurisprudenza’.

Il risultato attuale evidenzia il blocco dell’azione amministrativa, l’intervento della magistratura e il rischio concreto di un grave deficit finanziario che ricadrà sull’ente pubblico e sulla cittadinanza. La linea di condotta finora seguita dalla giunta ha determinato una situazione di profonda incertezza giuridica ed economica. L’ente locale non ha ottenuto riscontri favorevoli nei giudizi amministrativi, ingenerando una paralisi operativa che danneggia l’economia balneare — comparto strategico per il turismo e il commercio di Sabaudia — nel pieno della stagione estiva.

Il bilancio economico di questa condotta amministrativa presenta gravi criticità per il bilancio comunale e per l’efficienza dei servizi:
• € 3.100.000 circa stimati per potenziali richieste di risarcimento danni da parte degli operatori privati lesi nei propri diritti.
• € 120.000 di spese legali deliberate per resistere a ricorsi dinanzi alla giustizia amministrativa.
• € 36.000 impiegati per l’affidamento dell’incarico di redazione di un bando privo di efficacia giuridica, il cui iter ha sovraccaricato e rallentato la struttura burocratica interna.

La situazione descritta attesta una carenza di programmazione e una condotta amministrativa non conforme ai principi di efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione. Quando le irregolarità procedurali diventano ricorrenti, si determina l’interruzione della continuità dell’azione amministrativa sul territorio. Sabaudia necessita del ripristino immediato della regolarità delle funzioni comunali per evitare ulteriori danni erariali e il blocco del tessuto economico locale.

Per tali ragioni, riteniamo non più rinviabile un atto di responsabilità: richiediamo formalmente le dimissioni del Sindaco Mosca e del Delegato al Demanio. Risulta necessario restituire stabilità alle istituzioni locali e garantire alla città una gestione amministrativa efficiente e trasparente”.


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