SABAUDIA. – Già è di per sé complicata la gestione dell’afflusso in spiaggia ordinato, agevole e nel rispetto delle misure anticovid, specialmente durante i week-end. Mettiamoci poi l’idiozia (e forse qualcosa di più deprecabile), che continua ad imperversare, e la situazione diventa ancora più improba.

Brutta la sorpresa stamane per chi si accingeva ad accedere al mare dalla passerella A7, all’altezza del km. 23 del lungomare. Parapetto divelto, assi corrimano staccate e altri danni sfuse e a pacchetti. Con i “trofei” della devastazione gettati e lasciati sulla sabbia. Una passerella, ricostruita appena un anno fa, che aveva saputo reggere dignitosamente anche all’urto degli agenti atmosferici nel corso dell’inverno, praticamente distrutta. Un chiaro atto vandalico, non il primo, purtroppo nemmeno l’ultimo, al quale sono sottoposte le strutture pubbliche per la fruizione dell’arenile. Non un atto di stolta goliardia, come a volte si tende a minimizzare, ma ai limiti della delinquenza, che colpisce un’intera comunità e, in particolare, le persone più bisognevoli di assistenza. Come ha giustamente sottolineato il sindaco di Sabaudia, Giada Gervasi: “Un gesto gravissimo da condannare in modo forte in quanto colpisce soprattutto le persone più fragili, chi con disabilità e difficoltà motorie dall’anno scorso, da quando era stata rifatta da zero, poteva usufruire di questa discesa per scendere al mare”.


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