La sua è stata una battaglia durissima. L’ha saputa combattere con forza, con coraggio, con dignità anche quando la situazione sembrava evolvere al peggio. Confidando nella scienza, nella capacità dei colleghi medici del Santa Maria Goretti che hanno gestito il decorso della malattia, nella solerte e professionale assistenza del personale infermieristico. Aggrappandosi al sostegno, espresso in privato e via social, degli amici, dei suoi assistiti, di Sabaudia, della città cioè che, fino a circa tre lustri fa, l’aveva visto sindaco. Ed alla fine l’ha vinta lui. Dopo 37 giorni vissuti tra stati d’animo contrastanti, che s’accendevano e spegnevano ad intermittenza come luci di un albero di Natale, finalmente le dimissioni e l’agognato ritorno a casa. Dove….

“Questa mattina una cortese voce femminile dalla Asl mi ha comunicato che il tampone naso faringeo eseguito ieri, così come quello del 6 maggio, era negativo per la ricerca del Sars cov 2”.
E’ la fine di un incubo per Salvatore Schintu, medico ed ex sindaco di Sabaudia, dopo ben 37 giorni di ricovero ed altri 23 vissuti in isolamento domiciliare.
“Ho voluto inserire una foto che mi è stata fatta, credo da un collega – scrive nel post su facebook – mentre un’infermiera tramite una finestrella nel casco mi somministrava la terapia orale, affinché tutti gli amici ne traggano monito a non disattendere le prescrizioni delle autorità. È stata un’esperienza dura. Ne conservo gli esiti nei miei polmoni e nella mia mente. Mio cugino Guido mi ha detto, qualche giorno fa: Nino ora vedrai il mondo con i colori più vivi. Ha ragione”. Per la sua guarigione ha pregato l’intera comunità Sabaudia, come gli confermato il parroco, Don Massimo Castagna. “Questo fa il paio con quello che a me ed al mio compagno di camera negli ultimi giorni di degenza, ha detto il Dr Romeo: siete due miracolati”. Ora la speranza di Schintu è di recuperare le forze per tornare al più presto ai suoi tanti pazienti. L’obiettivo è di poter rimettere il camice da medico entro i primi giorni di giugno.
E, alla fine, quello che ormai per lui è diventato un mantra, coglie ancora una volta l’occasione per ringraziare “tutto lo staff medico e paramedico del Goretti, i suoi vertici amministrativi e le autorità politiche che hanno concorso a realizzare i reparti Covid. Grazie a Giovanna, Sara, Carlotta, Alessandro, Matteo, Daniele e Pia per tutto. Hanno fatto l’impossibile”.


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