MILANO Quella di Marco Piovella è una doppia vita. Leader dei Boys e figlio di buona famiglia, capo ultrà nerazzurro e ‘Lighting Designer’ nel settore dell’architettura della luce, il ‘Rosso’ in curva Nord, a San Siro, è il dottor Marco Piovella, con tanto di laurea presa al Politecnico e appesa nella sua azienda in via Carlo De Angeli.
Due vite, una da imprenditore e una da leader di ultras, quelle dell’uomo arrestato oggi con l’accusa di aver partecipato e addirittura diretto la guerriglia del 26 dicembre scorso, in via Novara, prima di Inter-Napoli. Scontri durante i quali ha perso la vita ‘Dedè Belardinelli, il tifoso nerazzurro, investito e ucciso da un suv nero. Piovella è stato indicato da un ultrà, arrestato come uno degli organizzatori dell’assalto ai van dei supporter napoletani. Per questo motivo, sabato scorso, si era presentato spontaneamente in questura con l’avvocato, Mirko Perlino, ammettendo di essere presente nella notte della guerriglia, ma smentendo di esserne uno degli organizzatori. Le accuse: rissa aggravata e lesioni. Salgono così a 4 gli arrestati. Ma l’indagine va avanti per individuare il pirata che ha ucciso Dedè Belardinelli e per verificare se altri ultrà dell’Inter siano responsabili di quanto accaduto quella sera, prima dell’incontro di calcio.
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