LATINA – Soltanto il 54 per cento delle persone che ha chiesto al Cup una colonscopia totale in urgenza breve – da effettuare entro dieci giorni – è riuscita a sottoporsi all’esame. Percentuale che scende al 40 per cento se un uomo o una donna ha prenotato una Tac al torace. Mentre per una ecografia al capo in urgenza breve i distretti della Asl pontina hanno potuto assicurarla soltanto al 17 per cento dei richiedenti; è andata meglio a quel 53 per cento di persone cui è stata assegnata l’urgenza differibile – che prevede una visita dai 30 ai 60 giorni – e peggio a quel 33 per cento che avrà l’agognata visita entro quattro mesi. Questo e altro è contenuto nell’approfondimento che la Uil di Latina ha realizzato per monitorare la qualità della sanità pubblica pontina analizzando i dati pubblici pubblicati sui siti regionali.

E che dire degli accessi ai Pronto soccorso? stamattina al Goretti tra codici rossi, arancioni, azzurri, verdi, trattamenti soste in barella con tutti i problemi che questo comporta, alle ore 12.50 erano presenti oltre 94 pazienti “. Un carico di lavoro delicato – spiega il sindacalista – che dovrebbe essere svolto celermente e in condizioni ambientali adeguate, soprattutto ampliando il personale specializzato che opera nei pronto soccorso e che invece è sempre sottodimensionato rispetto alle reali necessità”. Necessità che si deducono anche dal confronto con molti ospedali romani come il Santo Spirito con 22 presenze, il San Filippo Neri con 43 e il Sandro Pertini che alla stessa ora contava 75 presenze.
E’ chiaro che ciò accade perché tante persone sono costrette a rivolgersi alla struttura ospedaliera del capoluogo. Tutto ciò anderebbe modificato intervenendo nel breve periodo per migliorare il funzionamento delle strutture esistenti, colmando le carenze di personale, dei macchinari, di attrezzature sanitarie, di infrastrutture digitali e, nel lungo periodo realizzando nuovi ospedali. “Su quello di Latina e quello del Golfo non ci risultano però tutte le risorse necessarie per la loro realizzazione – specifica il Segretario – né progettazioni esecutive o cronoprogrammi che definiscano in maniera chiara i tempi di realizzazione”.
“Andrebbe potenziata la medicina territoriale, smaltite le lunghe liste di attesa – conclude Garullo – La nostra purtroppo è una sanità piena zeppa di condizionali e carente di certezze quotidiane. La realtà quotidiana, al di là dei sogni ad occhi aperti è ben diversa. Auspicando che le odissee di chi oggi fa i conti con una sanità pubblica ridotta al lumicino diventino presto un brutto ricordo, che però ha dominato la scena da decenni, facendo salire in cattedra il profitto e lasciando indietro chi non ha potuto permettersi un esame specialistico a pagamento dal privato”.
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