Sansone. Bombe su Terracina

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Sansone                                                                                    Bombe su Terracina                                                                  di Salvatore D’Incertopadre

Il romanzo è la forma migliore per raccontare, per arrivare in modo diretto al cuore delle persone, per far riflettere.          Stefano Zecchi

         Con questa ulteriore prova narrativa, Sansone. Bombe su Terracina (Atlantide editore), Salvatore D’Incertopadre completa il trittico letterario iniziato con il romanzo Maciste (2018) e poi seguito da Ercole (2019). L’autore, come studioso appassionato di storia del XX secolo, con questi tre romanzi ha saputo fare della scrittura d’invenzione una componente essenziale del suo metodo interpretativo della storia del territorio pontino. Salvatore, spinto da straordinaria curiosità degli avvenimenti storici del suo tempo,  dimostra da diversi anni di essere un narratore animato da un forte interesse e passione per la storia del Novecento, un «secolo grondante di sangue», soprattutto delle guerre e dei momenti più drammatici della storia del «secolo breve».

Con Sansone Salvatore D’Incertopadre conferma un estro interpretativo della storia e una abilità narrativa, dando vita a un originale e appassionato racconto preciso e rigoroso, e procede con speditezza nella ricostruzione delle vicende e dei luoghi, che fanno da sfondo alla narrazione, e nella scansione storico-cronologica degli avvenimenti bellici verificatisi nel nostro territorio. Come ideatore di storie documentate, Salvatore incrocia romanzo, saggio storico e memoir con una cifra stilistica che diventa sempre più caratteristica peculiare della sua scrittura fluida.

Nel romanzo Sansone emerge l’imponente lavoro di documentazione storica ricostruita con rigore dall’autore che ha registrato i più importanti eventi della storia bellica, del secondo conflitto mondiale del nostro territorio, narrati in maniera coinvolgente. La narrazione incalzante dell’autore si pone a metà strada tra il romanzo e il saggio storico; un affresco vivo, palpitante che avvince il lettore affascinandolo e lo conduce nel mondo familiare, sociale e politico delle vicende che riguardano i protagonisti della storia inventata delle due famiglie di Tommaso, Elide e Sansone e di don Arturo, Carlotta ed Ernesto. L’autore, nell’accostare i singoli episodi raccontati ai grandi eventi della Storia con la S maiuscola, attraverso documenti, lettere, ricordi familiari e memoria collettiva, rievoca il nostro passato e la nostra coscienza storica.

La libertà d’invenzione dello scrittore si può rintracciare nella trama degli avvenimenti e nel profilo psicologico dei protagonisti che manifestano con schiettezza le loro sensazioni ed emozioni, i loro sentimenti e pensieri.

Nel riscostruire la storia di Sansone, protagonista principale del racconto, della sua famiglia e della città di Terracina, l’autore al rigore storico unisce una fervida immaginazione che dà al libro un fascino particolare e unico. Infatti racconta con abile fantasia e nitidezza scritturale incontri, volti e scenari delle esistenze umili di contadini e operai e, in particolare, tratteggia le vicende dell’infanzia, dell’adolescenza e della giovinezza di Sansone e del suo caro amico Ernesto, maturate in un periodo storico particolarmente duro e difficile. Le giovanili esperienze dei due amici inseparabili scorrono accanto a quelle dei loro genitori, persone comuni e semplici, vissuti sotto la dittatura fascista e le bombe della Seconda guerra mondiale.

Le vicissitudini dei principali personaggi hanno come sfondo storico-politico la rivoluzione russa dell’ottobre del 1917, il dibattito interno al partito socialista tra massimalisti intransigenti e l’ala riformista, gli scioperi e l’occupazione delle fabbriche, le elezioni politiche del 1919 e del 1921, con l’ingresso dei fascisti in Parlamento, la tumultuosa ascesa politica del movimento fascista e il congresso di Livorno (1921), dove nacque il Partito comunista d’Italia, sezione della Terza Internazionale comunista, che si poneva come obiettivo l’abbattimento violento del potere borghese e il riscatto della classe operaia e contadina.                                                                                             Fondamentale nucleo narrativo è il momento politico del passaggio dal regime liberale, dei primi decenni del secolo scorso, alla dittatura del fascismo, sostenuta dal favore della borghesia, e all’instaurazione del regime poliziesco, con la costituzione dell’OVRA (la polizia segreta del regime) per contrastare gli antifascisti e gli oppositori.

Tema centrale di molte pagine del libro è anche la guerra, evento drammatico e sconvolgente per i danni ingenti provocati nelle case distrutte e diroccate dalle bombe sganciate,  per i feriti e per i morti nelle strade di Terracina dopo le incursioni aeree. Gli orrori della guerra, con le sue angosce e traumi interiori, sono vissuti direttamente dai protagonisti del romanzo.

Molti sono gli episodi raccontati sul conflitto mondiale voluto dagli imperialisti e dalle borghesie capitalistiche e non voluto e subìto dal popolo; diversi sono i discorsi elaborati dai personaggi politicizzati del romanzo (Luigi il fabbro, Tommaso l’operaio, don Arturo il commerciante e il giovane Sansone) con l’intenzione di sconfiggere e abbattere il fascismo con l’unità della classe operaia e  con la rivoluzione.

Nello svolgimento del romanzo sono raccontati e descritti anche i protagonisti della grande Storia: Mussolini il duce, Hitler il führer, Ribbentrop e Ciano ministri degli Esteri rispettivamente di Germania e Italia e firmatari dell’Alleanza politico-militare tra le due nazioni, il generale comandante spagnolo Francisco Franco, il bolscevico Stalin e il generale italiano Badoglio.

Un romanzo storico-politico che potrebbe essere utile, in questi tempi di crisi politica, morale e sociale, perché fornisce alti e significativi esempi di profonda onestà morale e culturale e di impegno civile che l’autore fornisce alle nuove generazioni di giovani, che rischiano di conoscere poco o di ignorare tutto ciò che li ha preceduti e di non avere una definita coscienza storica.

È auspicabile che i numerosi lettori del libro possano accrescere non solo la conoscenza degli eventi storici del territorio dell’Agro pontino, ma “gustare”  la fervida immaginazione con la quale l’autore ha costruito la densa trama del pregevole racconto scritto con forte passione e con competenza storico-letteraria.

Il romanzo, Sansone. Bombe su Terracina, di Salvatore D’Incertopadre, ricco di colpi  di scena e di avvenimenti inaspettati, ha il merito indiscutibile di unire leggerezza narrativa e profondità di pensiero e di farsi leggere con curiosità e senza alcuna fatica.

 


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