“Un sistema collaudato proteso a eludere gli obblighi pubblicistici derivanti dalle convenzioni con gli enti locali con il fine di distrarre fondi pubblici in buona parte reinvestiti all’estero”, non solo, molto spesso i soldi dei migranti venivano usati per beni di lusso e gioielli. E’ quanto si legge nell’ordinanza a firma del Gip del Tribunale di Latina Giuseppe Molfese che ha portato agli arresti domiciliari e alle misure cautelari per Liliane Murekatete, compagna del deputato Aboubakar Soumahoro, sua madre Marie Therese Mukamitsindo e i fratelli Michel Rukundo e Richard Mutangana.
L’accusa è quella di frode nelle pubbliche forniture, bancarotta fraudolenta patrimoniale (per distrazione) e autoriciclaggio. I sostituti procratori Andrea D’Angeli e Giuseppe Miliano, titolari di questa nuova seconda indagine, sulla gestione della cooperativa Karibu e del consorzio Aid aveva chiesto la misura della custodia cautelare in carcere per i tre principali indagati: Murekatete, Mukamitsindo e Rukundo. Il gip pur riconoscendo “una struttura delinquenziale organizzata a livello familiare” e condividendo la circostanza della perseveranza dell’azione criminale continuata per molti anni, ha ritenuto di dover graduare diversamente le misure cautelari. Il gip ha innanzitutto escluso il pericolo di fuga dei tre vivendo tutti stabilmente in Italia ormai da molti anni ma ha riconosciuto la veridicità delle valutazioni del pm rispetto al rischio di inquinamento delle prove.
Gli interrogatori inizieranno venerdì.
UILTUCS
Sono state le denunce presentate dai lavoratori senza stipendio e anche dai migranti, alcuni dei quali minorenni, a far partire l’inchiesta. E ora proprio la Uiltucs Latina interviene insieme ai lavoratori esprimendo “forte ringraziamento agli inquirenti sul lavoro e sui sviluppi della Vertenza Coop Karibu e Consorzio AID, una percorso vertenziale iniziato da mesi grazie alla responsabilità e determinazione dei tanti lavoratori e lavoratrici compreso le tante denunce anche di minori, ospiti delle case per minori. Le nostre posizioni, la tanta documentazione le tante dichiarazioni, che evidenziavano il mancato pagamento di circa 400mila euro di retribuzioni e competenze non pagate, oggi trovano risposta grazie al lavoro degli organi competenti alle tante famiglie ai tanti lavoratori che hanno, con il loro coraggio, contribuito all’interruzione di una vera e propria emorragia del denaro pubblico. Abbiamo sin dall’inizio come Uiltucs Latina cercato di denunciare e gridare che le risorse destinate all’accoglienza ed integrazione venivano distorte sino ad arrivare al mancato pagamento dei salari, in alcuni casi sino a 20 mensilità, siamo sicuri che il coraggio dei lavoratori il nostro lavoro di categoria che rappresenta questi lavoratori arriverà a compimento. Sul nostro territorio sono stati erogati ben 62milioni di fondi pubblici attraverso progetti poi non eseguiti secondo quanto stabilito con gli Enti pubblici. Siamo certi che le spettanze ai lavoratori saranno erogate ma il lavoro in questa vicenda e stato distrutto e calpestato”.
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