“Inquietante, vergognoso, inaccettabile. Sono queste le uniche parole che mi vengono in mente per descrivere la sorte dell’ex piazzale della stazione a Gaeta. Indigna tutti noi e offende la città”.
E’ l’incipit dell’appello lanciato a cittadini e forze politiche dall’on. Raffaele Trano, che riportiamo di seguito.

“Nelle ultime ore più o meno tutti i protagonisti della scena politica locale e persino regionale hanno sentito il dovere morale e l’esigenza di esprimere il proprio dissenso e non posso che essere d’accordo con tutti loro!

La città è stata colpita al cuore e, vista la facilità con cui avvengono certi passaggi immobiliari e come vengono cambiate le regole, nessuno può dirsi sicuro, nemmeno in casa propria.

L’area della stazione oggi può essere utilizzata come parcheggio privato, ma ci si può anche costruire sopra molti metri cubi, grazie ad una procedura di variante mai passata in consiglio comunale, una situazione a dir poco grottesca e da cui l’amministrazione comunale non ha mai sentito il bisogno di dissociarsi né con prese di posizione chiare, né con atti amministrativi trasparenti.
Esprimo la mia riprovazione rispetto all’uso di un bene comune che è sempre stato a disposizione di ognuno di noi e di cui, incredibilmente, può disporre oggi come meglio ritiene solo un privato.

Diversi mesi fa ho coinvolto ben altri 27 colleghi parlamentari nella sottoscrizione di una interrogazione parlamentare per chiedere chiarezza e per fermare questo scempio amministrativo. Per ora, fortunatamente, ci ha pensato la magistratura aprendo una indagine penale, ma la vergogna che hanno potuto compiere certi amministratori spregiudicati continua a produrre effetti devastanti.

Credo allora sia arrivato il momento di fare un appello alla città. Mi rivolgo a tutti quei protagonisti che in queste ore hanno sentito l’esigenza – giusta – di indignarsi e trasmettere tutto il proprio disappunto tramite un proprio comunicato o post social: mettiamo da parte le bandiere, gli schieramenti, l’appartenenza o peggio ancora il tifo.

Scendiamo in piazza, ognuno con la propria voce e le proprie idee, ma tutti con un unico obiettivo: mostriamo di avere a cuore per davvero questo pezzo nevralgico della città sulla quale oltre a pendere un sequestro, una indagine penale e una storia inquietante e oscura, pende anche da diverse settimane una richiesta di convocazione di consiglio comunale per annettere immediatamente quell’area storica di Gaeta al patrimonio comunale e toglierla dalle mani dei privati ai quali qualcuno l’ha svenduta!

Penso che sia arrivato il momento di metterci la faccia e mi faccio promotore di una iniziativa collettiva, alla quale partecipare tutti, nessuno escluso, per manifestare e gridare insieme tutta la nostra disapprovazione e chiedere, con chiarezza e senza infingimenti, la convocazione immediata del Consiglio comunale, perché la città si riappropri dei propri spazi, dei propri beni, dei propri valori e della propria storia.

Se davvero tutti coloro che hanno sentito il bisogno di scrivere il proprio comunicato, o di intraprendere le proprie iniziative politiche nelle sedi competenti, in Comune, in Regione, in Parlamento, compresi anche i cittadini che si sono indignati pubblicamente, hanno davvero a cuore come solo obiettivo il rispetto delle regole, la legalità, il bene comune e che l’ex piazzale delle stazione torni alla città, hanno e abbiamo tutti noi ora l’opportunità di opporci insieme a questa vergogna e cercare di combattere i comitati di affari per il bene di Gaeta. Facciamolo insieme nella nostra città, nella nostra piazza, pubblicamente. Facciamolo per noi, ma soprattutto per chi verrà dopo di noi! Rinunciare è legittimo, ma poi non si venga a rivendicare credibilità quando c’è stato da metterci la faccia perché i comunicati possiamo farli tutti.

La città è stata colpita al cuore e, vista la facilità con cui avvengono certi passaggi immobiliari e come vengono cambiate le regole, nessuno può dirsi sicuro, nemmeno in casa propria.

Gaeta ha bisogno di tutti noi, questa vicenda ci vuole uniti e compatti anzitutto come cittadini per riprendercela e chiedere alle istituzioni competenti di seguire la volontà e l’interesse della collettività, il bene comune. Il bene di Gaeta!”


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