Se Ne Va il Principe dei Giornalisti : Gianni Minà. Storiche le interviste a Castro e a Maradona

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Addio a Gianni Minà, da Fidel Castro a Maradona ad Alì: se ne va il giornalista delle grandi interviste
«Non è stato mai lasciato solo», si legge nel post condiviso sulla sua pagina Facebook

È morto a 84 anni il popolare giornalista e conduttore televisivo Gianni Minà. La notizia è stata data attraverso le sue pagine social. In particolare, sul profilo facebook è stato indicato che il giornalista e conduttore televisivo è deceduto dopo una breve malattia cardiaca.

Nato a Torino il 17 maggio 1938, ha cominciato la sua carriera collaborando con quotidiani e settimanali italiani e stranieri, ha realizzato centinaia di reportage per la Rai, ha ideato e presentato programmi televisivi, girato film documentari su Che Guevara, Muhammad Ali, Fidel Castro, Rigoberta Menchú, Silvia Baraldini, il subcomandante Marcos, Diego Armando Maradona.
Noto soprattutto per le sue interviste con i grandi personaggi dell’attualità, della politica, della musica, dello spettacolo e dello sport, la più famosa delle quali è quella del 1987 di sedici ore a Fidel Castro dalla quale è stato tratto un libro, è uno dei giornalisti italiani più conosciuti all’estero, grazie ai suoi documentari spesso realizzati in collaborazione con reti internazionali. Ha iniziato la sua carriera nel 1959 come giornalista sportivo per Tuttosport, di cui è stato direttore dal 1996 al 1998. Successivamente è entrato in Rai come collaboratore dei servizi sportivi, seguendo per la rete pubblica cinque Olimpiadi, tre mondiali di calcio e i più importanti incontri di pugilato. Dopo aver esordito per il rotocalco sportivo Sprint, ha realizzato reportage e documentari per rubriche come Tv7, Dribbling, Odeon. Tutto quanto fa spettacolo, Gulliver ed è stato tra i fondatori del programma L’altra domenica. Per il Tg2, per cui ha lavorato dal 1976, ha realizzato non solo servizi sportivi, ma anche reportage dall’America Latina. Nel 1981 il Presidente Pertini gli ha consegnato il Premio Saint Vincent come miglior giornalista televisivo. Successivamente ha collaborato a Mixer, ha esordito come autore e conduttore di Blitz e ha condotto la Domenica sportiva e il talk show Storie. Attualmente dirigeva la rivista letteraria Latinoamerica e tutti i sud del mondo. Collaboratore per anni di quotidiani quali, la Repubblica, l’Unità, Corriere della Sera e Manifesto, ha all’attivo numerose pubblicazioni, tra le quali: Il racconto di Fidel (1988), Un continente desaparecido (1995), Storie (1997), Un mondo migliore è possibile. Da Porto Alegre le idee per un futuro vivibile (2002), Politicamente scorretto (2007), Il mio Alì (2014), Così va il mondo. Conversazioni su giornalismo, potere e libertà (2017, con G. De Marzo), Storia di un boxeur latino (2020) e Non sarò mai un uomo comune (2021).

( Fonte La Stampa )


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