LATINA – «Se venite al Giochetto vi sparo in testa», convalidato l’arresto di Sapurò Di Silvio e della compagna. Restano in carcere Antonio Di Silvio, detto “Sapurò”, e la compagna S. B. Lo ha deciso il GIP Mara Mattioli del Tribunale di Latina al termine dell’interrogatorio, convalidando l’arresto e disponendo la custodia cautelare per i due.

Ai due, assistiti dagli avvocati Massimo Frisetti, Fabrizio Mercuri e Alessandro Farau, vengono contestate le accuse di minacce e resistenza a pubblico ufficiale aggravate dal metodo mafioso. Secondo quanto ricostruito, durante un intervento della Squadra Volante, Antonio Di Silvio avrebbe minacciato gli agenti con parole chiare e intimidatorie: «Se venite al Giochetto vi sparo in testa».

L’episodio è avvenuto all’interno di un locale di via Nascosa, a seguito di una lite degenerata. Il 48enne, figlio maggiore di Ferdinando Di Silvio detto “Il Bello” – ucciso con un’autobomba sul lungomare di Latina nel 2006 – avrebbe spintonato i poliziotti, facendo ricorso al metodo mafioso per intimidire le forze dell’ordine. La compagna 53enne è stata arrestata insieme a lui.

Il fascicolo, coordinato dalla DDA di Roma, ricostruisce un contesto di minacce mafiose verso i cittadini e le autorità, confermando la pericolosità degli indagati.


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