Home Italia Soppresso treno strategico, pendolari sempre più vessati

Soppresso treno strategico, pendolari sempre più vessati

Il treno percorreva tutta la provincia di Livorno al mattino, pendolari scoperti

Foto Wikipedia Trenitalia

LIVORNO- Ci scrive un lettore livornese, Fabrizio Canaccini, lavoratore nel sud della provincia e pendolare ormai da anni. Nonostante le condizioni di viaggio, i prezzi e la vita non troppo facile di un pendolare italiano, Trenitalia ha deciso di sopprimere il treno  Pisa-Campiglia, primo della mattina a fare tutte le fermate intermedie (convoglio che toccava importanti centri quali Livorno o Cecina). Il disagio aumenta per tutti coloro che si spostano regolarmente all’interno della provincia di Livorno, area già in evidente affanno dal punto di vista dei trasporti. Riportiamo le parole di sconforto di chi da anni si scontra con la vita da pendolare e che adesso prova ad appellarsi alla regione affinché investa sul trasporto pubblico locale e non lo disincentivi:

-Gentile governatore Enrico Rossi, le scrivo in quanto anche in passato ha mostrato più volte sensibilità e attenzione verso i pendolari che tutte le mattine si recano a lavoro usando i mezzi pubblici.
Io abito a Livorno e lavoro a Cecina (LI). Purtroppo dal 15 Giugno, Trenitalia sopprimerà il treno che partiva dalle 7.29 da Livorno (nascendo a Pisa) e arrivava alle 8.05 a Cecina (proseguendo poi fino a Campiglia). Treno frequentato quasi esclusivamente da pendolari come me. Treno regionale che faceva tutte le tappe intermedie (Antignano, Quercianella, Castiglioncello, Donoratico…), i cui abitanti saranno completamente tagliati fuori. Io almeno ho la possibilità di prendere il regionale veloce delle 8.03, che però mi causerà qualche minuto di ritardo rispetto all’orario di ingresso, con ovvie difficoltà nei confronti della clientela (sono sportellista presso un istituto bancario). Ovviamente senza considerare i frequenti e quasi abituali ritardi imputabili a Trenitalia.
In questo periodo in cui è importante evitare assembramenti (meno treni significa più persone stipate) e più generalmente è opinione comune (credo condivisa anche dalla maggiore parte delle forze politiche), soprattutto per motivi ambientali, cercare di puntare sui mezzi pubblici, non riesco proprio a capire questa ennesima mossa a sfavore dei pendolari attuata da Trenitalia.
Ci tenevo quindi a metterla al corrente, sperando che possa intervenire politicamente a proposito (ovviamente nel generale disagio sul rapporto fra mezzi pubblici e pendolarismo, non certo esclusivamente per il mio caso).-


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