AstraZeneca sospende tutti i test clinici sul vaccino per il coronavirus che sta sviluppando con l’Università di Oxford dopo uno dei partecipanti ha accusato una seria potenziale reazione avversa. Lo stop temporaneo consente al colosso farmaceutico di esaminare il caso ne rivedere i dati sulla sicurezza. “Il nostro processo standard di revisione dei test ha fatto scattare una pausa”, afferma un portavoce di AstraZeneca. “Si tratta di un’azione di routine che si verifica ogni volta che c’è una potenziale reazione inspiegata in uno dei test” che consente il tempo di “indagare e assicurare allo stesso tempo il mantenimento dell’integrità del processo dei test”, aggiunge AstraZeneca. “Nei test più ampi reazioni possono accadere per caso ma devono essere indipendentemente valutate con attenzione”, aggiunge il colosso farmaceutico, che con l’annuncio della sospensione cala del 6% a Wall Street nelle contrattazioni after hours. Non è inconsueta per i test clinici una sospensione. Ma lo sviluppo del vaccino del coronavirus è uno di quelli più sotto osservazione della storia e qualsiasi segnale che arriva dai test è passato all’esame con la lente di ingrandimento. Anche se il vaccino di AstraZeneca fosse alla fine approvato, questa battuta d’arresto potrebbe tradursi in timori sull’uso. I dati iniziali sui test sono apparsi molto promettenti, con il vaccino in grado di produrre una robusta risposta immunitaria  e solo deboli effetti collaterali. Lo scorso mese l’azienda ha reclutato circa 30 mila persone negli Usa per portare avanti il suo più vasto studio sul vaccino. Sta anche testando il vaccino, sviluppato dall’Università di Oxford, tra migliaia di persone in Gran Bretagna, così come porta avanti sperimentazioni più contenute in Brasile e Sud Africa. Due altri grandi test su altrettanti vaccini (basati però su un meccanismo diverso da quello di AstraZeneca) sono in corso di svolgimento negli Stati Uniti, uno portato avanti da Moderna e l’altro da Pfizer con la tedesca BioNTech. A Flourish map
Usa, Fauci scettico: “Improbabile un vaccino entro fine 2020”
Proprio nelle ore in cui AstraZeneca annunciava lo stop, anche il super esperto americano di malattie infettive Anthony Fauci si diceva scettico sulla possibilità che il vaccino al Covid-19 venga individuato a breve. “E’ improbabile che avremo una risposta definitiva sulla sicurezza e l’efficacia di una vaccino entro la fine dell’anno”, ha detto intervenendo a un evento online sulla ricerca. Il luminare, dunque, frena rispetto alle promesse del presidente Donald Trump, che sta spingendo per ottenere un vaccino prima delle elezioni di novembre

(Fonte Repubblica)


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