Storia contemporanea, i separatisti siciliani in confino a Ponza nel 1945

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Aldo Cazzullo, il 2 giugno, nel corso della trasmissione “Una Giornata Particolare” dedicata al passaggio da Monarchia a Repubblica ha citato con autorevolezza l’importanza dei movimenti separatisi in Sicilia nell’immediato dopoguerra. Andrea Finocchiaro Aprile, Franco Restuccia, Antonino Varvaro erano i leader del Mis (Movimento Indipendentista Siciliano) che dal 1943 aveva un largo seguito sull’isola, tanto da organizzare rivolte popolari, insurrezioni. Lo Stato Italiano fu costretto a mandare l’esercito per reprimere le forme più violente legate al movimento che credeva in una Sicilia indipendente.
Il capo indiscusso era sicuramente Finocchiaro Aprile (nella foto),docente universitario, proveniente da una famiglia facoltosa. Aveva buone relazioni a Washington e Londra, amicizie politiche di ogni genere. I tre separatisti furono arrestati nell’ottobre del 1945 ed inviati in confino a Ponza, sino 17 marzo del 1946, quando centomila persone entusiaste accolsero il ritorno di Finocchiaro a Palermo, all’aeroporto di Boccadifalco. Il MIS riuscì a eleggere deputati alla Costituente e al Parlamento siciliano ma ebbe vita breve: nel 1951 si sciolse. La vita ponzese dei tre leader scorreva tranquilla, erano controllati dalle forze dell’ordine che si alternavano giorno e notte. Uno di questi era Medardo Cavallini, scomparso anni fa a Latina, un personaggio che non ha mai disdegnato la sua piena adesione al fascismo. Cavallini ricordava con piacere i separatisti:  “Erano sempre molto gentili, cortesi ed eleganti con abito scuro, dei veri gentiluomini meridionali. Non ci hanno mai creato problemi, anche se la popolazione di Ponza non era proprio soddisfatta di ospitare ancora dei confinati, terminata la seconda guerra mondiale”.
Uno dei primi a ricordarsi della presenza di Finocchiaro Aprile, Varvaro e Restuccia è stato Ernesto Prudente che nel 1997 ha scritto al Procuratore della Repubblica di Mantova, di Milano, al Procuratore generale presso la Cassazione, ai ministri di Giustizia ed Interno. “Vedevo passeggiare per le strade del mio paese uomini politici inneggianti al separatismo – scrisse Ernesto – perchè non vengono prese le stesse misure nei confronti di Umberto Bossi e gli altri esponenti della Lega Nord?”.


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Paolo Iannuccelli
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.