LATINA – Storica sentenza contro l’usura bancaria: il Tribunale di Latina condanna la banca In primo grado. Il prossimo 22 aprile si terrà a Roma, presso la Corte Territoriale, la prima udienza di appello che vede da una parte l’Istituto di credito e dall’altra un pensionato di Latina assistito dall. Avv. Manuele Sillitti.
Difatti, lo scorso 18 aprile, era emessa dal Tribunale di Latina una importante sentenza che accoglieva le ragioni di un pensionato in una causa contro l’importante istituto bancario.
La vicenda riguarda un contratto di prestito sottoscritto nel 2009 dal sig. Mario Rossi (nome di fantasia), che si è visto costretto a pagare rate mensili per 10 anni, versando complessivamente più del triplo della somma effettivamente ricevuta. Il Giudice, dott. Antonio Gabrielli, ha riconosciuto l’usurarietà del contratto, applicando i più recenti principi elaborati dalla Suprema Corte in materia di costi assicurativi nei contratti di finanziamento.
“È una vittoria che fa scuola”, commenta l’avvocato Manuele Sillitti, noto esperto di diritto bancario del Foro di Latina. “Il Tribunale ha correttamente applicato i principi recentemente affermati dalla Cassazione con l’ordinanza n. 3460/2024, secondo cui i premi assicurativi versati in funzione della stipula del contratto di finanziamento costituiscono parte del costo totale del credito e devono essere computati nel calcolo del tasso soglia di usura.”
Nel caso specifico, il contratto prevedeva un TAN del 5,7% ma, includendo tutti i costi, tra cui una polizza assicurativa particolarmente onerosa, il TEG raggiungeva il 29,88%, ben oltre il tasso soglia del 13,77% vigente all’epoca. Il Tribunale ha quindi dichiarato la nullità del contratto ai sensi dell’art. 1815 del Codice Civile, condannando la banca alla restituzione di tutti gli interessi percepiti, per un importo di quasi 16.000 euro.
La decisione si inserisce nel solco di un orientamento giurisprudenziale sempre più attento alla tutela dei consumatori nei contratti bancari. Come evidenziato anche dalla Cassazione con l’ordinanza n. 29501/2023, le spese assicurative devono essere sempre conteggiate ai fini della valutazione dell’usura quando risultano collegate alla concessione del credito.
L’istituto bancario, che ha presentato appello alla Corte Capitolina, la cui prima udienza è fissata per il 22 aprile 2025. “Siamo fiduciosi che la decisione verrà confermata anche in secondo grado”, afferma l’avvocato Sillitti, “poiché si basa su principi ormai consolidati dalla giurisprudenza di legittimità.”
La sentenza rappresenta un importante precedente per migliaia di altri consumatori che si trovano in situazioni analoghe e potrebbe aprire la strada a numerose azioni legali simili. Il messaggio è chiaro: le banche devono rispettare rigorosamente i limiti imposti dalla normativa antiusura, considerando tutti i costi applicati al cliente, inclusi quelli apparentemente accessori come le polizze assicurative.
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