Storie di Ponza, la mia “caduta” davanti al ciclista francese Robic “Testa di Vetro”

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Tempo di grande ciclismo, tempo di statistiche e record.
Tanti gli episodi che hanno caratterizzato la mia vita a Ponza.
Uno di questi riguarda il professore di Statistica all’Università “La Sapienza” di Roma e dirigente di spicco della Motorola Giuseppe “Giosi” Giobbe.
Era seduto in una fredda serata di novembre al ristorante Miramare di Ciro Parisi, insieme all’ inseparabile ingegner Grippo.
Mi chiese: «Qual è la sua professione?»
Io lo guardai stupito, chiedendomi cosa volesse tra me e me. Gli risposi: «Mi interesso di tante cose, anche di giornalismo sportivo».
Il fenomenale Giobbe prese la palla al balzo, raggiunse il nostro tavolo mostrando un telefono cellulare.
Questo cellulare è della SPAL – disse – lei conosce questo nome?
Credeva naturalmente che pronunciassi la sigla della società di calcio di Ferrara: Società Polisportiva Ars et Labor. Io, invece, pronuncia la frase: «Spal significa Spaggiari e Alberti, sono due noti industriali di Correggio».
Giobbe per poco non svenne. Rimase letteralmente stupito.
Da buon professore di statistica cominciò a farmi domande riguardanti lo sport di tutto il mondo. Risposi perfettamente alle prime centonovantanove domande, sbagliai solamente l’ultima.
Chi era il ciclista francese soprannominato “Testa di Vetro”? Ci pensai su almeno un minuto, ma mi arresi.
Lui gridò: «Robic, Robic, Robic», tanto che – in pochi secondi – tutti gli avventori del locale si alzarono in piedi. Era un sabato sera.
La mattina seguente il mattiniero Giosi Giobbe si recò alle sette in punto a fare colazione al “Welcome’s Bar”, in piazzetta Carlo Pisacane. Entrò senza salutare, pur essendo una persona gentilissima.
Disse subito al mio amico Umberto Prudente, proprietario dell’esercizio commerciale: «Ho conosciuto un pazzo, un pazzo, è davvero pazzo».
Il povero Umberto non sapeva cosa dire di fronte alla veemenza delle sue parole. «Ho conosciuto un certo Paolo Iannuccelli di Latina. Sa tutto di tutto, una vera enciclopedia».
Umberto si mise a ridere a crepapelle, dopo mezz’ora venne a svegliarmi nella mia stanza per avvertirmi.
La grande azienda SPAL di Correggio è ora una delle migliori al mondo nel campo dell’automotive.
Avevo meravigliato tutti.
La mia infanzia trascorsa a Correggio era servita, eccome. “Boia d’un mond leder”.


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Paolo Iannuccelli
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.