LATINA –  Il Comune di Latina ha accantonato 6 milioni di euro per far fronte a un possibile obbligo di restituzione ai cittadini, legato agli aumenti Tari del 2023. A sollevare la questione è stata l’Arera (Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente), che sta valutando se i rincari applicati dal Comune siano legittimi: l’aumento delle tariffe, infatti, era arrivato al 30%, superando il limite massimo del 10% consentito dalla normativa.
Durante la commissione Bilancio, il dirigente Diego Vicaro ha confermato che, pur non essendoci tempi certi per il pronunciamento di Arera, il rischio di una restituzione parziale o totale degli aumenti non può essere escluso. L’assessora al Bilancio Ada Nasti ha definito “remota” la possibilità di un rimborso, ma l’opposizione attacca: secondo Latina Bene Comune, l’aumento Tari sarebbe frutto di una scelta politica, con servizi ridotti e costi lievitati a danno dei cittadini.
Il caso approderà presto in consiglio comunale, mentre i cittadini attendono di sapere se potranno ottenere la restituzione delle somme pagate in più.

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