“The Holdovers – Lezioni di vita” è un film dal tratto stoico che dovrebbero vedere soprattutto i genitori che hanno figli a scuola

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Titolo: The Holdovers– Lezioni di vita

Titolo originale: The Holdovers

Genere: commedia, dramma

Durata: 133 min

Regia: Alexander Payne

Soggetto: David Hemingson

Sceneggiatura: David Hemingson

Musiche: Mark Orton

Produzione Paese. USA, 2023

Cast: Paul Giamatti, Dominic Sessa, Da’Vine Joy Randolph, Carrie Preston, Brady Hepner, Ian Dolley, Jim Kaplan, Michael provost, Colleen Clinton,Dustin Trucker, Andrew Garman, Naheem Garcia, Stephen Thome, Gillian Vigman, Tate Donovan, Darby Lily Lee-Stack, […]

Ogni anno, alla Barton Academy, studenti, professori e impiegati lasciano il Campus per le vacanze di Natale, ma ci sono sempre alcuni sfortunati che non possono raggiungere la propria famiglia e uno sfortunato che deve sorvegliare”. E nel Natale 1970 la sfortuna cade su Paul Hunman (Paul Giamatti), un professore di Storia antica, caratterialmente difficile, tronfio, rigoroso e per niente empatico, o volutamente insincero per mascherare la sua vera natura. Paul Hunman non piace ai suoi studenti, che tratta maldestramente, non è gradito dai suoi colleghi, dai quali vive scartato, e neppure dal preside, un bieco burocrate, che è stato già suo studente. Il professore di Storia antica adesso ha il compito di sorvegliare quattro studenti, anzi cinque perché, all’ultimo momento, si aggiunge al gruppo per problemi familiari Angus Tully (Dominic Sessa), un ragazzo insofferente ma nel contempo molto perspicace e sensibile. Dopo qualche giorno quest’ultimo rimane, inaspettatamente, solo con il professore, a cui si aggiunge la brava cuoca del Campus, Mary (Da’Vine Joy Randolph), triste e sconsolata per la perdita del figlio nella guerra in Vietnam. Ovviamente, come avviene in questi casi, si viene a costituire un trio quasi familiare, ognuno con le proprie fisime, che trascorrerà le feste da Natale a Capodanno 1971 attraverso una serie di peripezie prima al Campus e poi, in itinere, on the road, perché ciò che sta sulla strada diventa la strada, e dove naturalmente ci saranno scambi di manifeste opinioni significative tra il professore – Io trovo il mondo amaro e complicato da morire e il mondo di me ha la stessa opinione. Lei e io abbiamo questo in comune  –, e il giovane studente – lei a molti di noi non va a genio, per lo più la odiano, anche i docenti ma questo lo sa già -.

Attraverso una narrazione fluida e coinvolgente il film The Oldovers – Lezioni di vita, diretto sagacemente e con una descrizione accorta e accurata culturalmente da Alexander Payne, grazie all’encomiabile sceneggiatura di David Hemingson, mette in luce le varie suggestioni dell’animo umano di fronte alla variabilità degli eventi nel relativo succedersi, a volte suscitando ilarità e brio, a volte coinvolgendo lo spettatore attraverso le continue citazioni di autori classic,i che lo indurranno a riflettere e meditare, e altre volte coinvolgendolo nella tristezza e nella malinconia dei protagonisti. E lo fa soprattutto attraverso le fondamenta storiche classiche alludendo al gnothi sauton (conosci te stesso) dèlfico, scritto sulla lavagna mentre Hunman assegna, come compito per le vacanze, la Guerra del Peloponneso (V secolo a. C.), o riferendosi al pensiero del filosofo greco Democrito (V secolo a.C.) riguardo alla brevità del tempo in cui si percepisce a stento la vita, e a quello del retore romano Cicerone (I secolo a.C.) secondo il quale – Non nobis solum nati sumus – non siamo nati solo per noi stessi, ma anche per gli altri. The Oldovers richiama anche e soprattutto il pensiero stoico dell’imperatore filosofo romano Marco Aurelio (II secolo), la cui statua sul destriero (in copia) ancora oggi domina su piazza del Campidoglio a Roma e indica all’umana gente la giusta via da seguire: la saggezza. E tutto questo per far dire al professore Paul Hunman che la Storia è lo studio del passato, attraverso cui si spiega il tempo presente e si acquisisce conoscenza per andare incontro all’incerto avvenire. E non è un caso che il professore, in occasione delle festività, regala il libro Meditationes (Ad se ipsum) di Marco Aurelio ai suoi due interlocutori. Un grande dono appropriato sia per Mary che per Angus, ambedue in stato di afflizione, perché dalla lettura di Meditationes, un libro senza tempo e versatile, in cui si esaltano la libertà, la dignità e la sapienza, ne possano ricevere lezioni di vita e accettare serenamente tutti gli eventi penosi accadenti, la cui rilevanza, data dal giudizio che ognuno le dà, potrebbe essere annullata subito.

The Oldovers rimanda per gli aspetti educativi al film L’attimo fuggente (1989) di Peter Weir anche se, a differenza di Paul Hunman,  il professore John Keating (Robin Williams) è amato dai suoi studenti, e accenna al film Il piccolo grande uomo (1970)  di Arthur Penn con Dustin Hoffman (Jack Crabb), un ossimoro ben conforme alla figura del professore disadattato e che, ancora una volta, mette in contrapposizione la famiglia con la scuola, in cui il preside, piuttosto che fare emergere ed esaltare l’azione educativa del suo docente, da perfetto e coerente burocrate lo licenzia. In questo contesto, Paul Giamatti, Dominic Sessa e Da’Vine Joy Randolph con le rispettive performance hanno dato vitalità, dinamismo e profondità culturale all’azione filmica coinvolgendo sapientemente lo spettatore.

The Oldovers ha ricevuto al Golden Globe 2024 il Premio Migliore attore in un film commedia o musicale a Paul Giamatti e il Premio Migliore attrice non protagonista a Da’Vine Joy Randolph. Il National Board of Review, inoltre, lo ha inserito tra i Migliori dieci film dell’anno assegnando il Premio Migliore attore a Paul Giamatti e il Premio Migliore attrice non protagonista a Da’Vine Joy Randolph e il Premio Migliore sceneggiatura a David Hemingson.

Filmografia

La storia di Ruth, donna americana (1996), Election (1999), A proposito di Schmidt (2002), Sideways – Il viaggio con Jack (2004), Paris, ie t’aime, episodio di 14e arrondissement (2005), Paradiso amaro (2011), Nebraska (2013), Downsizing – Vivere alla grande (2017).

Francesco Giuliano


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Francesco Giuliano
Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).