LATINA – The Play, sappiamo che in altre lingue significa non solo “giocare” ma anche “suonare, recitare”. Il Circolo Cittadino di Latina, per anni luogo deputato al gioco (a carte), quest’anno, in occasione del 70° intitolato a Sante Palumbo, sta offrendo occasioni e dimostrazioni culturali di alto livello grazie al Presidente Alfredo De Santis.

A partire dalla bella mostra sui “Pittori della malaria” in collaborazione con la gallerista Lidia Palumbo, ad artisti e musicisti russi (Natascia Pavlova, G. Gusev) coinvolti in un progetto del Liceo Artistico di Latina; ad un evento straordinario (ieri sera) con l’esibizione travolgente del pianista e cantautore Enrico Giaretta affiancato dall’incredibile, “violento” e prepotente violinista e fisarmonicista cubano Juan Carlos, un “animale musicale” di virtuosistica interpretazione e identificazione con lo strumento, altrettanto dicasi per Giaretta, “genius loci”,originario di questa città, sodale di Pino Daniele e Paolo Conte (al quale ha dedicato l’ultimo, bellissimo pezzo), con i quali ha lavorato. Pubblico entusiasta, direi in delirio, catturato e soggiogato da tanto talento. Su un altro versante, aggiungerei l’incontro esemplare con l’economista Nino Galloni (Libera Università Roma, sabato scorso) (organizzato, se non erro, da Potere al Popolo, il quale ha tracciato un quadro esaustivo nonché disarmante sul potere e sui contorti ingranaggi delle Banche dal ’60 a oggi, in modo criticamente e storicamente analitico e “impolitico”: una vera lectio magistralis.

Il senso per una città a tutt’oggi priva di senso, culturale e non:
1) l’intelligente utilizzazione degli spazi, interni ed esterni
2) un supplemento o complemento necessario al teatro, da sempre precario, oggi più che mai deficitario pur calcolando gli obiettivi impedimenti a procedere, conseguentemente,
3) l’assoluta mancanza di idee e di inventiva da parte degli assessorati-cultura del passato e del presente.

A onor del vero, il Circolo Cittadino da anni ospita la buona o eccellente musica, prevalentemente jazz, grazie alla cura dell’avvocato Marinelli, seguita da una discreta porzione di pubblico. Attualmente, mi pare che l’intento e lo sforzo sia proprio quello di far “ri-suonare” gli spazi, di “giocare” a tutto campo con dei players qualificati. Soprattutto, di evidenziare, ancora una volta, i non pochi talenti originari o residenti idi/in una città rivelatisi indifferente o sciatta cioè tale da non averne coscienza. .


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