UILTuCS Latina, il Congresso rilancia la sfida: più giustizia sociale contro lavoro povero e sfruttamento

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Gianfranco Cartisano responsabile territoriale UILTuCS

A distanza di alcuni giorni dal 13° Congresso Territoriale della UILTuCS Latina, svoltosi a Terracina, resta forte il segnale lanciato dal sindacato sullo stato del lavoro nel territorio pontino: un quadro complesso, segnato da precarietà, sfruttamento e crescenti disuguaglianze, ma anche da proposte concrete per invertire la rotta.

Il Congresso, promosso dalla UILTuCS Latina, ha rappresentato un momento di confronto significativo tra lavoratrici, lavoratori, istituzioni e parti sociali. Al centro del dibattito il tema “Nel territorio per le vite che contano: più giustizia sociale”, un messaggio che sintetizza l’urgenza di restituire dignità e diritti a chi opera nei settori del commercio, del turismo e dei servizi.

Nella relazione introduttiva, il responsabile territoriale Gianfranco Cartisano ha evidenziato come il fenomeno del lavoro povero non sia più marginale, ma strutturale. Non riguarda soltanto contratti precari o stagionali, ma coinvolge interi comparti strategici dell’economia locale, dove salari insufficienti e condizioni instabili non garantiscono una vita dignitosa.

Particolare attenzione è stata dedicata alla diffusione dei cosiddetti contratti pirata, strumenti che aggirano le tutele previste dai contratti nazionali e alimentano il dumping contrattuale, generando una competizione al ribasso tra imprese e un progressivo impoverimento dei lavoratori.

Nel corso dell’incontro sono stati richiamati anche alcuni casi emblematici di irregolarità e sfruttamento, tra cui le vicende legate al Gruppo Orizzonte e allo scandalo Karibu – Consorzio AID, che hanno messo in luce gravi criticità nei sistemi di controllo e nella tutela della legalità. Episodi che, come sottolineato durante il Congresso, non rappresentano eccezioni, ma segnali di un sistema che necessita di interventi strutturali.

Dalle analisi sono emerse proposte operative precise: rafforzamento dei controlli sulle aziende, promozione di contratti collettivi realmente rappresentativi, maggiore trasparenza e sicurezza nei luoghi di lavoro, oltre all’investimento nella formazione professionale. Tra le iniziative più rilevanti, la creazione e il potenziamento di un Osservatorio permanente sul lavoro, già avviato sul territorio.

Il Congresso ha visto anche la partecipazione di importanti rappresentanti istituzionali, tra cui Giovanni Acampora, Alessandro Calvi e Federico Carnevale, che hanno confermato la disponibilità a collaborare per affrontare le criticità emerse e rafforzare gli strumenti di tutela del lavoro.

Significativo anche l’intervento di Alessandro Maria Contucci, che ha ribadito come illegalità contrattuale e impoverimento sociale siano strettamente collegati, sottolineando la necessità di misurare la rappresentatività sindacale e contrastare la frammentazione dei contratti.

Non è mancato un riconoscimento al lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, con una targa conferita alla dottoressa Luigia Spinelli per il suo impegno nella difesa della legalità sul territorio.

A distanza di giorni, il messaggio che emerge dal Congresso resta chiaro: la lotta al lavoro povero e allo sfruttamento richiede un’azione condivisa e continua. La UILTuCS Latina ha ribadito il proprio impegno a essere presidio attivo di diritti, legalità e giustizia sociale, con l’obiettivo di costruire un modello di sviluppo più equo e inclusivo.

Un percorso che mette al centro le persone, restituendo valore e dignità a quelle “vite che contano”, troppo spesso invisibili ma fondamentali per il tessuto economico e sociale del territorio.


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