Una nuova generazione di animali è tra noi. Sono i cani robot, i pesci artificiali, che ridisegnano il futuro
di Sergio Salvatori
In questi ultimi anni l’ingegneria elettronica e robotica ha fatto passi da gigante. L’ingegnere fonde elettronica, biomimetica, ed informatica, e progetta, costruisce e programma robot e sistemi automatici per applicazioni industriali, per il monitoraggio marino, spaziale, militare e di ricerca. L’ingegnere robotico inoltre sviluppa il software, in altre parole il “cervello” dei robot. Il punto d’incontro tra robotica e biomimetica ha dato vita ad una nuova generazione di animali robotici, come i cani robot che svolgono una funzione di sorveglianza ed i pesci artificiali per un’osservazione sistematica e continua dell’ambiente marino, come per esempio in Italia i progetti sono guidati da enti come il CNR e l’ENEA alleati per salvare le acque dei nostri mari. La tecnologia, non deve sostituirsi alla natura o all’umanità, bensì aiutarci a vivere meglio in un pianeta più sano.
I pesci robotici sono stati usati per monitorare lo stato di salute dei fondali. In altri casi per esempio, l’obiettivo è quello di mappare eventuali “corpi estranei” che possono depositarsi, e più in generale, ogni “cosa” che non dovrebbe essere presente. Tra le sfide che gli ingegneri devono affrontare, c’è quella dell’alimentazione, vale a dire l’energia che può servire al pesce robotico per muoversi nell’ambiente marino. A questo scopo, un interessante lavoro dell’Istituto di Tecnologia della Georgia ha evidenziato la possibilità di fare in modo che un pesce robotico potesse recuperare energia durante il movimento.
Un altro aspetto importante è rappresentato dal pionieristico drone d’acqua “Protei” di Cesar Jung Harada, in grado di circoscrivere le chiazze di petrolio in ambiente acquatico. Un ulteriore interessante progetto è quello della società Aquaai, che è stato pensato per sorvegliare le fattorie d’acqua per garantire la sicurezza dei frutti di mare in esse presenti; e può essere costruito usando una stampante 3D, e condotto da una sola persona anche con poca esperienza. Un altro prototipo interessante è “Corleo”, progettato dalla Kawasaki. Si tratta di un robot quadrupede e cavalcabile, un concept di mobilità futura presentato all’Expo di Osaka 2025, alimentato ad idrogeno. Non è una moto e nemmeno un Quad, potrebbe diventare una soluzione per terreni scoscesi, può attraversare qualsiasi terreno e sfrecciare fino a 80 Km/h, ha un sistema di intelligenza artificiale (AI) vision per l’analisi del terreno e degli arti artificiali capaci di assorbire urti, il tutto in perfetto silenzio. Kawasaki immagina questo prototipo per la mobilità del 2050. Noi siamo come dei nuovi pionieri di questo recente ed innovativo ecosistema, che si dimostra valido anche da un punto di vista commerciale; infatti, a Torino apre il primo negozio in Italia di cani robot: perfetti per la guardia e le ronde notturne.
L’ Inmotion Robotics Italia di Simone Immordino, ha intenzione di aprire altri negozi di alta tecnologia anche a Roma, Bologna e Pavia. Questi quadrupedi hitech sono in grado di operare in ambienti difficili. Sono dotati di sistemi di riconoscimento facciale, e di alert per segnalare pericoli, e grazie ai sensori di temperatura il cane robot rileva fughe di gas e incendi; e con l’intelligenza artificiale (AI) inizieremo ad interagire con le macchine. Certo non sarà facile passare da una cultura ad un’altra, soprattutto se non si compiono i giusti passi, come l’ascolto di ciò che si sta vivendo. Il segreto è quello di riuscire a sintonizzarsi sui canali corretti, e avere il coraggio di lasciarsi andare.
News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.





















