Una via intitolata a Luigi Perrelli, il “papà” del Bar Mimì

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Bruno Perrelli e la moglie Luana Bernardi

LATINA- La commissione toponomastica del Comune di Latina, presieduta da Celina Mattei, ha deliberato di intitolare una via a Luigi Perrelli. Egli fu il secondo tabaccaio dell’allora città di Littoria. Erano gli anni in cui le sigarette si vendevano sfuse e la città fondata dal Duce poteva vantare soltanto due punti vendita: il primo, di Gabrieli, accanto al Bar Poeta e quello di Luigi Perrelli.

La famiglia di Luigi era originaria di Atrani, uno dei borghi più belli e meno conosciuti della Costiera Amalfitana. La fondazione di una città nuova rappresentava una occasione di lavoro per chi avesse desiderio di intraprendere, costruire, realizzare. Infatti Luigi chiamò il fratello Domenico, detto Mimì, (di qui la denominazione del Bar di Via Eugenio Di Savoia) a dare una mano. Aprirono un tabacchi ed un bar. La prima sede era nel quartiere popolare di Via Corridoni.

Poi, il grande salto nel cuore della città: il Bar Mimì a due passi da Piazza del Popolo e affacciato su Piazza della Libertà. Bruno Perrelli, il figlio di Luigi, è ormai giunto alla terza generazione di Perrelli alla guida dell’attività: dopo il padre egli stesso, affiancato dal talento comunicativo della moglie Luana Bernardi e, in tempi più recenti, le redini del famoso bar pontino sono giunte nelle mani di Cristina, la figlia di Bruno e Luana.

“Dove sei, dove ci vediamo?”

“Al Mimì!”, mi capita quasi sempre di rispondere al mio interlocutore. Il bar del cuore, di riferimento. Un prolungamento di casa. Un porto franco costellato d’abitudinari, avventori, disturbatori più o meno simpatici.

Ogni mia giornata incomincia alle sei del mattino al Bar. Bruno ha già aperto da almeno mezz’ora, quaranta minuti. Un cornetto alla marmellata chiara di Zicarelli ed il cappuccino che soltanto lui in Italia e nel mondo riesce a mettere in tazza: latte, caffè ed un poco di cioccolato caldo. In estate la variante è, almeno per me, il cornetto con dentro del gelato alla crema o al pistacchio. O bigusto – cioccolato e pistacchio.

A seguire, non può mancare il caffè rigorosamente in tazza grande.

Natale e Pasqua non possono non prevedere un panettone o una colomba acquistata al Mimì: Tiri, De Vivo, De Riso, Filippi. Quest’anno m’è capitata una disgrazia: acquisto le colombe, tra cui quella Tiri. Ho sentito molti amici decantare la qualità di questa azienda. Informandomi, ho scoperto che persino Sua Santità ne è un ghiotto ammiratore. Facendo colazione sento una signorina lamentarsi: voleva acquistare proprio quella colomba là, ma il Signor Bruno le aveva esaurite. Istintivamente gli ho offerto la mia. Non sono pentito, forse soltanto un poco.

Avremo via Luigi Perrelli, non soltanto un padre ma un maestro d’eccellenza per i figli Bruno e Alfonso.

L’inconfondibile Cappuccino


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