Livorno, presentata a Palazzo Granducale la nuova esposizione di Antonio Vinciguerra per celebrare il 25 aprile.

Nella sede della Provincia, l’artista livornese ha inaugurato la personale ‘Memorie dell’Invisibile’ per commemorare il giorno della Liberazione. Sarà aperta al pubblico dal 26 al 30 aprile.

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L'artista Antonio Vinciguerra alla presentazione della sua mostra - foto Luca Alessandro Avelardi

LIVORNO – A pochissimi giorni dal 25 aprile, il noto artista Antonio Vinciguerra ha presentato stamani a Palazzo Granducale (sede della Provincia) la sua nuova esposizione Memorie dell’Invisibile, con cui intende portare il suo contributo alle celebrazioni per la Festa della Liberazione, che purtroppo quest’anno vedrà una limitata serie di eventi pubblici per via della situazione pandemica.

La mostra, curata dallo storico dell’arte Jacopo Suggi e organizzata in collaborazione con la Provincia di Livorno e l’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti), è costituita da una raccolta di opere dense di significato, che spingono alla riflessione non solo in vista dell’importantissima data che ricorrerà tra pochi giorni, ma anche nella vita di tutti i giorni.

Le tele e le altre opere presenti nell’esposizione di Vinciguerra simboleggiano non tanto le atrocità della guerra, ma costituiscono il punto di partenza per far riflettere l’osservatore, che si confronterà, infatti, con dei quadri che richiamano principalmente l’assenza di qualcosa al loro interno.

La Presenza dell’assente è infatti il titolo che è attribuito ad alcune delle tele presenti, che rappresentano ambienti quasi vuoti e ridotti all’essenziale, che il visitatore dovrà riempire concettualmente con la propria memoria e con la propria sensibilità. Le opere di Vinciguerra rappresentano quindi il punto di partenza per una meditazione personale, che, in vista di una ricorrenza così importante come il 25 aprile, è necessaria per tramandare la memoria di ciò ha significato per gli italiani questa data fondamentale.

I 4 Mori abilmente dipinti da Antonio Vinciguerra – foto Luca Alessandro Avelardi

L’unica opera della mostra che assume un significato leggermente diverso, ma che invita comunque a riflettere sui conflitti nella società, è la tela Senza Catene, realizzata da Vinciguerra in seguito alla morte di George Floyd: in questo lavoro, il pittore intende ribaltare il significato del Monumento ai Quattro Mori, simbolo della città labronica, creando delle ombre alla base della statua che alludono alla libertà degli schiavi che, ormai da 400 anni, sono incatenati ai piedi di Ferdinando. Al contempo, con quest’opera si invita a meditare sul fatto che nell’ultimo anno molti monumenti celebrativi sono stati al centro di accese polemiche (e talvolta di distruzioni) a causa del loro significato controverso, cosa che in parte è avvenuta anche al nostro monumento.

Una parte della mostra inaugurata ieri – foto Luca Alessandro Avelardi

La mostra di Antonio Vinciguerra rappresenta dunque la volontà di tramandare e di celebrare l’importanza del 25 aprile attraverso una profonda riflessione personale del singolo visitatore, in un periodo in cui questa ricorrenza fondamentale per la nostra storia “vede sempre maggiori strumentalizzazioni da parte delle persone” come ricorda lo storico dell’arte Jacopo Suggi.

La mostra sarà visitabile, gratuitamente, dal 26 al 30 aprile nei locali di ingresso del Palazzo Granducale, con orario 9-13 tutti i giorni e anche nel pomeriggio fino alle 17 il martedì e il giovedì.

L’artista Antonio Vinciguerra con lo storico dell’arte Jacopo Suggi alla presentazione della mostra – foto Luca Alessandro Avelardi

 


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