Ponza ai tempi del coronavirus. Dispiace non trascorrere le festività pasquali sull’isola del cuore. Sarà il telefono a tenermi unito ai tanti amici isolani che vorrei abbracciare. Franco De Luca, poeta, scrittore, musicista – per anni direttore didattico – ha scritto sul sito internet Ponza Racconta: “Ponza vive una quiete irreale. Questo periodo primaverile un tempo indaffaratissimo per i preparativi estivi oggi è silente, bloccato. Nel porto le barche fremono perché vorrebbero prendere il mare e ingravidarsi di pesci ché, ora, col tempo favorevole, sono più alla portata delle reti, delle nasse, degli ami.
Allo stesso modo gli animi dei fedeli sono concitati per la cerimonia religiosa in cui la crocifissione di Gesù, il suo feretro mortuario, pianto dalla mamma Addolorata, trova l’apoteosi. Ma oggi nulla si rappresenterà visibilmente della Passione, e i sentimenti di pietà religiosa non troveranno sfogo.” Don Ramon, il vulcanico parroco venezuelano della chiesa della Santissima Trinità al porto, non demorde. Lui celebra in diretta streaming, è un punto fermo per la popolazione che lo ammira da tanti anni, caparbio e sempre pronto ad aiutare il prossimo. Don Ramon è un gigante. Venerdì Santo senza la rituale processione a Ponza, senza il falò serale sulla spiaggia di Sant’ Antonio, come il resto del mondo la gente resta chiusa nelle case. Qui il male non è arrivato – per fortuna – c’è tanta solidarietà in un posto spesso conflittuale, il volontariato ha un ruolo incisivo. Anche due importanti ricercatori universitari,di Latina e di Goteborg,sono rimasti “confinati” da domenica 8 marzo, non potendo ritornare in continente, ma si ritengono soddisfatti di vivere a contatto con una natura incontaminata e paesaggi fantastici, una corretta gestione ecologica dell’ambiente che si realizza attraverso il pieno coinvolgimento delle popolazioni. Ponza è in una dimensione da favola. Il mare e le isole sono pieni di storie, i ponzesi hanno sofferto in varie occasioni, sono pronti a ogni evenienza. Naturalmente non rinunciano a preparare il “casatiello”, il dolce tipico di Pasqua che ogni famiglia attende e prepara con passione. Le massaie non rinunciano all’antica tradizione, una ricetta semplice usando farina, lievito, strutto e scorza di limone. Il casatiello solitamente si accompagna con pecorino, fave fresche e vino bianco del territorio.
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