“Napoli non è più una città con una squadra di calcio. È una squadra di calcio con annessa una città”.

Quella città ancora oggi decorata a festa per lo scudetto, il terzo della sua storia, vinto la primavera scorsa dopo aver cannibalizzato il campionato.
Un sogno che torna ad avverarsi a distanza di ben 33 anni, dall’effetto mediatico tanto dirompente, da estendere la sua eco in ogni parte del globo.

A firmare i primi due, ammantandoli di romanticismo, fu soprattutto il genio del D10S del pallone, il ribelle, il capopopolo, il rivoluzionario.

L’ultimo tricolore, invece, non ha nulla di casuale né di estemporaneo, né di fantasioso. E’ frutto naturale di sagacia, organizzazione, lucida programmazione, di duro lavoro, sotto la guida di un signore che, malgrado insulti, sberleffi e contestazioni piovutigli sul capo, è riuscito a tenere la barra dritta, ottenendo il risultato atteso da tre lunghi decenni e passa, pur tenendo a posto il bilancio, unico tra i presidenti delle grandi di Serie A.

Per tale motivo, forse, lo scudetto del 4 maggio è il meno “napoletano” dei tre finiti finora nel carniere della società.
Sintomo che qualcosa sta cambiando a Napoli?
“Napoli non deve cambiare. Ma perché non ti piace Napoli di una volta”? È un frammento del dialogo surreale fra Lello Arena, nelle vesti di maniaco, e Massimo Troisi nel film “No grazie, il caffè mi rende nervoso”, datato 1982.
Ma oggi la città sta veramente modificando quei tratti caratteristici che la identificavano nel mondo?

Al di là dell’aspetto tecnico dell’impresa sportiva, è proprio questo il leit motiv di “Vince Napoli”, il libro del giornalista Gianluca Atlante, scritto in collaborazione con Giuseppe Farese, in presentazione alle ore 17,00 di venerdì 1° dicembre, a Sabaudia, presso il Centro di Documentazione “Angiolo Mazzoni”, nell’ambito della rassegna “Libri e Parole”, organizzata dall’Associazione “Sabaudia Culturando APS”.

Un viaggio “tra la gente di Napoli, gente da scudetto”, con interviste a personaggi simbolo della Napoli di oggi e del recentissimo passato: Patrizio Oliva, Lina Sastri, il sardo partenopeo Gianfranco Zola, Luigi De Magistris, Massimiliano Rosolino, Davide Tizzano, Maurizio De Giovanni, Pino Porzio.
Prefazione di Antonio Sergio, titolare del “Gran Caffè Gambrinus”, il luogo cult per eccellenza del centro storico.

L’incontro sarà moderato da Marcello Pastore.


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.



Articolo precedenteTruffa col bonus 100%: la Finanza denuncia un imprenditore pontino. Sequestrati 153mila €
Articolo successivoCommissariato ad Aprilia, Calandrini (FdI): «La filiera di governo funziona e porta risultati»