Vincenzo Bianchi è moderatamente ottimista sul futuro del centrodestra
a Latina. Confortato dagli ottimi risultati alle europee ed alle
amministrative è reduce dalla campagna elettorale che ha condotto
Nicola Procaccini al Parlamento Europeo.
Onorevole Bianchi, l’avevamo lasciata con il suo comitato civico a
sostegno della candidatura di Nicola Procaccini a Bruxelles. Tiriamo
un po’ le somme…
Mi corre l’obbligo, anzitutto, di ringraziare i molti amici del
comitato civico per Nicola Procaccini. Insieme abbiamo fatto un ottimo
lavoro e, certamente, daremo vita ad altre iniziative per la città.
Parlando delle europee, coerentemente con la mia storia ed i miei
valori, ho fatto campagna elettorale per un partito di centrodestra come Fratelli d’Italia. Abbiamo
contribuito all’elezione di un giovane Sindaco apprezzato da
tutti per le sue capacità e per come ha risollevato Terracina. Credo,
inoltre, che sia un’ottima notizia per la nostra Provincia che altri
due candidati, come De Meo ed Adinolfi, abbiano ottenuto un buon
risultato.
Lei ha fondato Forza Italia in Provincia di Latina, è stato più volte
Deputato. Come giudica questa diarchia nel partito fra Giovanni Toti e
Mara Carfagna?
Finalmente! Questo rinnovamento in FI è una gran bella notizia. Io
avevo rilevato l’esigenza di una operazione simile già qualche anno
fa. Me ne sono dovuto andare perché, allora, non era una posizione
condivisa. Credo che sarà una decisione vincente giacché l’elettorato
moderato e liberal-democratico attendeva un segnale di
riorganizzazione. Com’è che si dice? Meglio tardi che mai, no?!
(sorride).
Pensa che un analogo rinnovamento debba valere anche per la classe
dirigente locale di FI?
Non entro in dinamiche interne di altri partiti. Certo è che un
rinnovamento, per esser tale, non può che essere coraggioso e
radicale. Diversamente, sarebbe una pantomima.
E’ notizia di queste ore che il Pd, o almeno la parte di esso che fa
riferimento ad Enrico Forte, preme per un dialogo con Coletta.
Moscardelli sostiene l’esatto opposto. Ci aiuta a capire?
Cosa c’è da capire? Ancora una volta il Pd ha perso una occasione per
fare una politica intelligente e, di fatto, sta spianando la strada al
centrodestra. Di questo, ovviamente, li ringrazio!
Onorevole, a Latina si vota fra qualche anno. Quali errori deve
evitare il centrodestra?
Occorre evitare tutto ciò che si è fatto nel 2016. Basta con gli
egoismi, le arroganze, i tatticismi. Mettiamo in piedi un programma
serio e concreto che possa aiutare la città ad uscire dalle sabbie
mobili in cui l’ha condotta l’amministrazione Coletta.
Eviterei, per esempio, fughe in avanti di chicchessia sulla carica di
Sindaco. Paradossalmente quello è l’ultimo del problemi!
Vasto programma, avrebbe detto il Generale De Gaulle. Lei è fiducioso?
Sì, credo che Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia avranno la
lungimiranza di sedersi attorno ad un tavolo per dialogare, insieme,
di idee progetti e di quelle personalità che meglio di altri possano
dar corpo a quelle linee programmatiche. La città ha bisogno di un
bilanciamento equilibrato fra esperienza e rinnovamento.
E lei, Onorevole, in tutto questo?
Io faccio quel che ho sempre fatto e cioè mettere a disposizione la
mia esperienza per riunire il centrodestra. Dopo aver accompagnato, da
Deputato della Repubblica, San Giovanni Paolo II nella sua visita a
Latina, cos’altro potrei auspicare per me?