FIRENZE – Zona gialla ancora lontana, la Toscana resta arancione per un’altra settimana
La decisione è arriva nella serata di ieri, nonostante gli appelli di Giani. Ora ricorso al Tar?
Niente da fare per le speranze di un’intera regione. La Toscana, infatti, resta inserita nelle regioni a cosiddetta criticità moderata, quelle che compongono la zona arancione. La decisione è stata presa dalla cabina di regia del Ministero della Salute sulla base dei dati del monitoraggio settimanale, ed è contenuta nella nuova ordinanza del ministro Speranza.
Non sono dunque serviti gli accorati appelli e il pressing esercitato dal Presidente Giani, che da giorni ventilava il ritorno in zona gialla, forte del miglioramento dei dati epidemiologici. Dati che però non convincono fino in fondo. A un Rt pari a 0,76, e dunque ben al di sotto della soglia critica di 1, fanno da contrasto il tasso di occupazione delle terapie intensive, che si attesta al 39,9% con soglia critica ferma al 30%, e l’elevato numero di focolai nelle RSA. Positivo invece il tasso di occupazione per pazienti Covid dei posti letto ordinari, attorno al 27%. La situazione della Toscana si può quindi riassumere con il leitmotiv che circola anche a livello nazionale: le curve del contagio scendono, ma troppo lentamente. Da non dimenticare anche l’orientamento delle Istituzioni che prevedono una permanenza minima di due settimane in una determinata zona, prima di poter passare alla zona superiore.
Allora ecco un’altra settimana di convivenza con le restrizioni che ormai conosciamo bene: coprifuoco, spostamenti vietati tra comuni (tranne che per motivi di necessità, salute o lavoro), ristoranti e bar aperti solo per asporto e domicilio. Le associazioni di categoria sono sul piede di guerra. Il Natale è vicino, e un altro fine settimana di shopping sarà condizionato dall’emergenza sanitaria.
Altro tasto dolente sono gli spostamenti tra regioni, consentiti a livello nazionale fino al 21, ma vietati dalla zona arancione fino al 20. Il rischio è quello di un esodo di massa concentrato in poche ore, con tutti i pericoli del caso.
Giani continuerà il suo pressing su Roma, ma allo stato attuale sembra davvero improbabile una svolta prima di domenica 20. A meno di un ricorso al Tar, come ventilato dallo stesso Presidente nei giorni scorsi.
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