“Le tre sorelle – spiega Camillo Sandri, direttore zoologico del bioparco Zoom Torino – arrivano da un parco zoologico nel sud della Svezia e hanno affrontato un viaggio di oltre 2.100 chilometri, nell’ambito del programma europeo di conservazione della specie dell’Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari (EAZA). Dopo i primi giorni di ambientamento, hanno iniziato subito ad esplorare il loro nuovo reparto e siamo tutti in attesa di vederle immergersi per il loro primo bagno”. Tra i fiumi, le paludi e le aree stagionalmente allagate dal Venezuela all’Argentina, questa specie abita ecosistemi tanto fondamentali per la biodiversità quanto tra i più esposti alle trasformazioni legate all’espansione agricola e agli effetti dei cambiamenti climatici. Qui il capibara è un grande pascolatore – non a caso il nome, nella lingua guaraní, significa proprio “mangiatore d’erba” – e detiene il primato delle dimensioni tra i roditori, con i maschi che arrivano fino a 90 chilogrammi di peso e sfiorano il metro e venti di lunghezza.
“Dal corpo massiccio e compatto – conclude Sandri – il capibara è perfettamente adattato alla vita semi-acquatica. Ha infatti occhi, orecchie e narici posizionati sulla sommità della testa, una caratteristica che gli consente di restare in acqua anche per diverse ore, mantenendo il controllo dell’ambiente circostante. Un equilibrio strettamente legato a ecosistemi oggi sempre più a rischio, che registra alcune delle perdite più repentine proprio in America Latina”. Una complessità biologica e un equilibrio ambientale fragile che si celano dietro l’immagine più conosciuta di “star del web”.
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