Abbiamo letto sugli organi d’informazione che il Tribunale di Latina è il primo per produttività dei magistrati.
Certamente questo fa onore a codesta Presidenza, ai Presidenti di Sezione ed ai Magistrati di tutto il Tribunale.
Siamo però costretti ad evidenziare l’ovvio e cioè che un aumento della produzione dei magistrati (sentenze, ordinanze, decreti etc.) si riflette in un corrispondente aumento della produttività del personale di cancelleria.
Eppure non abbiamo letto sugli organi d’informazione nessun commento positivo sul nostro apporto.
Non può sfuggire a nessuno che nei tempi duri della pandemia ciò che ha tenuto insieme il nostro Paese sono stati i servizi pubblici: sanità, forze dell’ordine e la giustizia.
Abbiamo operato in situazioni difficili, in presenza, fianco a fianco con i magistrati vincendo le paure di un virus che ha prodotto 5.000.000 di morti nel mondo.
Come in tutte le situazioni di difficoltà abbiamo saputo cogliere anche le opportunità per migliorare i servizi:
a) nel civile abbiamo utilizzato una più avanzata informatizzazione per le udienze cartolari o da remoto;
b) nel penale si è avviata una spinta all’informatizzazione che porterà i suoi frutti nei prossimi anni.
Tutto questo è avvenuto a costo zero: al Personale è stata riconosciuto un misero bonus di 100 euro lode pro-capite per un solo mese.
Gli impiegati del Tribunale, attraverso il Sindacato che li rappresenta, hanno più volte chiesto di essere tenuti in considerazione per l’apporto che danno alla macchina giudiziaria.
I Sindacati hanno chiesto più volte codesta Presidenza di aprire un dialogo su temi rilevanti:
1) rotazione delle figure apicali amministrative del Tribunale (direttori): tale rotazione oltre ad essere imposta dalla normativa anticorruzione costituisce un prezioso strumento di accrescimento professionale, oltre che la leva necessaria a perequare la distribuzione di personale tra i vari servizi;
2) la pubblicazione sul sito del Tribunale degli incarichi fallimentari ai cancellieri con indicazione dei compensi annui loro erogati: la trasparenza è un obbligo per la P.A.;
3) l’attivazione di un Tavolo avente ad oggetto la salute e sicurezza degli ambienti di lavoro: abbiamo dovuto scrivere per evitare che i funzionari dell’Ufficio per il processo fossero stipati come sardine in stanze anguste;
4) l’attivazione di un Tavolo di contrattazione per la individuazione di fasce temporali di flessibilità in grado di conciliare tempi di lavoro e tempi di vita;
5) l’attivazione di un Tavolo di confronto per individuare criteri oggettivi ed imparziali che disciplinino la mobilità interna del personale amministrativo.
Ancora una volta evidenziamo che rinunciare al confronto con il Sindacato significa rinunciare a quella intelligenza collettiva dei Lavoratori che è indispensabile per il buon andamento del servizio giustizia.
Attendiamo un segnale di attenzione ai Lavoratori e in assenza di una Sua apertura andremo avanti convinti che ogni lotta giusta un risultato almeno lo produce: la difesa della dignità dei Lavoratori che contribuiscono con le loro braccia ma soprattutto con la loro intelligenza al progresso materiale e spirituale della società.
(Vittorio Simeone Segretario Funzione Pubblica CGIL Latina – Frosinone )
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