Il cielo e la terra

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Il cielo e la terra

Immagini del mondo della civiltà greco-romana, cinese antica e islamica medievale

di Vittorio Cotesta

Premessa

Nella breve e sintetica Prefazione dell’ultimo saggio, Il cielo e la terra. Immagini del mondo della civiltà greco-romana, cinese antica e islamica medievale (Morlacchi editore), il sociologo Vittorio Cotesta, dichiara apertamente che, sulla base delle preziose indicazioni tratte dalle opere di grandi maestri della cultura sociologica e storica, come Max Weber e Karl Jaspers, ha ricostruito «la struttura delle immagini del mondo, di Dio, dell’universo, della società e del potere nelle tre antiche civiltà: il mondo greco-romano, la Cina antica, il mondo islamico medievale».

          L’autore, attraverso un lungo lavoro durato più di vent’anni e una prolifica e densa produzione saggistica, ha raccolto i tratti fondamentali della visione del mondo di queste tre civiltà. Ha seguito le prime luci e lo sviluppo di un approccio razionale nello studio del mondo nella civiltà greca, il progetto di riformulazione della tradizione culturale cinese, da parte di Confucio e dei suoi seguaci e avversari, e la graduale costruzione di una visione islamica del mondo nelle società che hanno adottato la religione proposta da Maometto.

          All’interno di queste tradizioni culturali, religiose e spirituali, tenendo conto dei tratti comuni e delle differenze, lo studioso Cotesta ha scelto gli autori storicamente più rappresentativi di queste grandi civiltà fino alla loro maturità. Secondo la sua interpretazione, infatti, la visione greco-romana raggiunge la maturità con la formazione dell’impero di Augusto; l’immagine cinese antica giunge a maturità con la nascita dell’impero di Ch’in Shih Huang-ti e l’avvento della dinastia Han; la visione islamica, infine, trova il punto più alto con l’opera di al-Farabi, di Avicenna, di Averroè e Ibn Khaldun.

          Ognuna delle tre civiltà (quella greco-romana, cinese antica e islamica) cerca di costruire una propria visione del mondo, elabora una propria idea di umanità, un’idea di cosa è, e cosa dovrebbe essere, la società e cosa dovrebbero fare gli esseri umani per essere felici. L’approccio dell’autore, infatti, è quello di far emergere dal saggio i modi vita, i desideri e le aspirazioni alla felicità dei vari individui che fanno parte delle diverse civiltà, prese in considerazione e analizzate minuziosamente.

L’affascinante e rigoroso saggio si basa sull’ipotesi che la società globale non abbia avuto origine recentemente con internet, ma sia il risultato di processi storici di «lunga durata» e che mondi trans-locali e forme di globalizzazione siano esistiti già nell’antichità.

Le riflessioni dell’autore sulla società globale prendono le mosse dai concetti di rivoluzione e periodo assiale proposte dall’indagine storico-filosofica di Karl Jaspers. Secondo il filosofo tedesco il periodo assiale è una rivoluzione culturale avvenuta nel primo millennio a.C. tra il VIII e II secolo. Si tratta infatti di una rivoluzione spirituale, verificatasi contemporaneamente in Cina, in India e nel Mediterraneo (Israele e Grecia), che ha condotto all’abbandono del mito e dell’adozione di un metodo razionale scientifico nell’interpretazione del mondo fisico, sociale e spirituale. Allora è nato il senso critico degli uomini capaci di intendere e di costruire immagini e visioni del mondo che possono essere messe in discussione e revocate e cambiate per ricercare e raggiungere la felicità. Nel periodo assiale vengono elaborate visioni del mondo nella loro unicità.

 Nel mondo greco, indiano e cinese, centrale è il discorso su cosa sia l’uomo, cosa sia l’universo, l’umanità e cosa debba fare l’uomo per diventare umano, sapendo che l’uomo non è solo nel mondo e che esistono immagini e visioni diverse e contrapposte del mondo prodotte dagli intellettuali che vanno condivise. Queste grandi tradizioni culturali e forme di civiltà non sono infinite.

Secondo l’ipotesi interpretativa dell’autore, prima della nostra epoca, gli studiosi del passato (Platone, Confucio e altri) erano consapevoli del carattere unitario del mondo e che all’interno delle tre grandi civiltà vi sono state spiegazioni differenti sull’origine, sulla concezione e sulla struttura del mondo fisico e sociale. A partire dal VI-V secolo a.C., rifiutando le spiegazioni fondate sul mito e sulla poesia, si è passati attraverso la rivoluzione assiale a una spiegazione “razionale”, con diverse premesse culturali e metodo d’indagine sul mondo.

In sintesi il poderoso e denso saggio di Vittorio Cotesta, consultando fonti diverse e servendosi dell’interpretazione dei testi di filosofi, storici, geografi e di altri specialisti, studia la visione dell’universo, di Dio, del mondo naturale e sociale, della società e del potere e la concezione dell’uomo e del suo destino della Grecia e della Cina antica e dell’Islam dall’ottavo al tredicesimo secolo dopo Cristo.

 Il dichiarato obiettivo dell’autore è la ricostruzione dell’immagine del mondo, dell’uomo e della società delle tre civiltà antiche con la speranza di contribuire a   comprendere meglio i problemi dell’uomo di oggi e a fornire validi argomenti per la necessità del dialogo tra uomini e civiltà. (continua)

 


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