FORMIA – Dal dramma del tumore al seno, alla gioia della maternità: a Formia nasce una storia di fede e speranza. Una diagnosi che cambia la vita, anni di cure e di paure, poi il desiderio di allargare la famiglia e, infine, il pianto di una bambina che cancella ogni sofferenza. Tra le sette nascite registrate in una sola giornata all’ospedale Dono Svizzero di Formia, c’è una storia che commuove e accende la speranza: quella di una mamma che, dopo aver sconfitto un tumore al seno, è riuscita a realizzare il sogno di avere una figlia.
La donna, che preferisce mantenere l’anonimato e che intervistata da Il Messaggero Latina chiameremo Bianca, racconta con emozione il percorso che l’ha portata fino a questo momento.
«Per me è un miracolo»
«Per me lei è un miracolo. Oggi è una storia bellissima, ma nasce da una vicenda molto triste», racconta mentre stringe la sua bambina tra le braccia nel reparto di Ostetricia del presidio formiano.
Il dolore arriva nel 2019, quando durante un controllo di routine scopre di avere un tumore al seno. Una notizia ancora più difficile da accettare perché pochi anni prima la stessa malattia aveva portato via sua madre, morta a soli 49 anni.
«Sono sempre stata molto attenta alla prevenzione, anche prima che il tumore colpisse mia mamma. Eppure mi sono ritrovata ad affrontare la stessa battaglia».
Sei anni di menopausa indotta e il sogno di un altro figlio
Le cure sono lunghe e impegnative. La terapia ormonale le provoca una menopausa indotta all’età di appena 32 anni, una condizione che durerà per sei anni.
Ma il desiderio di dare un fratellino o una sorellina al primogenito non si spegne mai.
«Noi genitori purtroppo non siamo eterni e il pensiero che un giorno mio figlio potesse restare da solo mi logorava».
Quando decide di affrontare l’argomento con gli oncologi teme di sentirsi dire che una nuova gravidanza sarebbe troppo rischiosa.
«Ero convinta che mi avrebbero detto di no. Invece mi hanno spiegato che era possibile e che non avrebbe rappresentato un pericolo per la mia vita».
La fede e il viaggio ad Assisi
Anche la fede ha accompagnato il suo cammino.
«Sono molto credente. La gravidanza è arrivata dopo un viaggio ad Assisi e mio figlio desiderava tantissimo una sorellina. È stato lui a scegliere il nome, ispirandosi proprio alla Santa a cui è dedicata la basilica della città umbra».
Per il momento il fratellino ha potuto conoscere la nuova arrivata soltanto attraverso una videochiamata.
«Continua a ripetere che è bellissima e non vede l’ora di abbracciarla».
Una storia che emoziona il Dono Svizzero

«Mi sento fortunata – conclude la neo mamma –. So che ci sono tante persone che non credono, ma io dal primo momento, dal tumore fino alla gravidanza, mi sono sempre sentita accompagnata».
Una testimonianza di coraggio che, insieme al lavoro dell’équipe del reparto guidato dal dottor Renato Bembo, dimostra come anche dopo una delle prove più dure della vita possa arrivare il dono più grande: quello della maternità.
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