Eravamo in tanti ad ammirare il caratteristico falò della Befana organizzato dall’associazione culturale Chiesuola. Presenti centinaia di persone divertite, in piena sintonia con l’evento che si ripete ogni anno. Una identità culturale paesana, che va ben oltre i confini dell’Agro Pontino. Si è notata in una serata freddina dal punto di vista armosferico la solidarietà compatta di una circoscritta comunità rurale cresciuta negli anni come la Chiesuola . Giovedì 5 gennaio, in serata, la Vecchietta è arrivata su un carretto trainato da un trattore d’epoca – guidato dal dinamico Luciano Sottile, prossimo ottantenne – nel piazzale del ristorante “Al Fogolar”. La Befana ha distributo – nel pieno rispetto della tradizione – calze, dolci e caramelle ai bambini, è seguita la cena a base di polenta. Nella tradizione veneta e friulana quando brucia la Vecia, la direzione del fumo e delle faville viene letta come presagio per il futuro. E un detto recita: «Se il fumo va a occidente, prendi il sacco e vai per il mondo [emigra]. Se il fumo va a oriente, prendi il sacco e vai al mercato [a vendere il raccolto]». Un appuntamento divertente con i bambini che hanno tracorso ore liete con le loro giovani famiglie.
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