Latina, lo sport necessita di più impianti all’aperto al centro, in periferia e nei borghi

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Pochi e vetusti. Questa è la condizione della maggior parte degli impianti sportivi nel capoluogo pontino.​Oltre alla carenza quantitativa esiste un problema di qualità.
Molti degli impianti sportivi latinensi sono obsoleti, le strutture sono state costruite tra gli anni ’70 e ’80 e taluna non è funzionante, sia dal centro cittadino a tutti i borghi.
Sono presenti criticità che con l’aiuto delle tante società sportive e degli addetti ai lavori si possono superare e arrivare a un effettivo salto di qualità.
La situazione esistente dovrebbe preoccupare e suggerire un urgente piano di rinnovamento e modernizzazione delle strutture. Tuttavia, sembra che non si stia facendo nulla per migliorare la situazione da parte del Comune di Latina in tempi brevi.
E’ fondamentale, ad esempio, rendere fruibile allo sport la bella arena di piazzale Prampolini – oggi chiusa – e dismettere il superato e inutilizzabile PalaCeci per creare un nuovo campo all’aperto, una zona playground a disposizione di tutti con libero accesso, per grandi e piccoli. Una cittadella al centro di Latina.
Uno dei principali ostacoli nel settore è la burocrazia. Le procedure per ottenere i permessi necessari alla ristrutturazione o alla costruzione di nuove strutture sono sempre complesse e lunghe, come il PalaLucio – in via Nascosa – che attende risposte.
Questo scoraggia gli investimenti privati e rallenta progetti innovativi. Inoltre, le competenze sono frammentate tra comuni, regioni e governo centrale, creando difficoltà nella gestione delle risorse.
Altro nodo cruciale è quello economico. Le risorse destinate allo sport sono spesso limitate e mal distribuite. La maggior parte degli impianti sportivi è di proprietà pubblica e nel 9O% dei casi il proprietario è il Comune.
Questo significa che la gestione e la manutenzione dipendono dalle risorse pubbliche, spesso insufficienti.
Il coinvolgimento del settore privato è limitato, a causa della mancanza di incentivi e di un quadro normativo incerto. È evidente che c’è bisogno di investimenti per rinnovare le infrastrutture esistenti e costruirne di nuove.
Nonostante il quadro generalmente negativo, esistono in Italia esempi di successo che dimostrano come sia possibile invertire la tendenza. Alcuni comuni hanno avviato progetti di partenariato pubblico-privato che hanno portato alla costruzione di impianti moderni e funzionali.


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Paolo Iannuccelli
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.