In questo nostro quarto di secolo XXI, in particolare nel mondo occidentale, ovvero in quello retto politicamente da democrazie, i diritti umani incominciano per la loro salvaguardia a traballare prendendo come esempio quel che avviene da noi con la recente legge n. 80 del 9 giugno 2025, su cui la Corte di Cassazione il 27 giugno ha evidenziato delle “criticità nel metodo e nel merito”. Chi è nato e vissuto dopo la fine della Seconda guerra mondiale (1945) vive con la garanzia dei diritti umani, tra cui quello alla vita, alla libertà, alla sicurezza personale, alla libertà di pensiero e di coscienza e di religione, al lavoro, all’istruzione, alle cure sanitarie, alla casa, alla cultura e a quant’altro contribuisca a migliorarne la dignità. Costui ovviamente non si pone la domanda se questi diritti umani ci siano stati sempre o per conquistarli sia stata necessaria una lotta immane, talvolta sanguinaria? Studiando un po’ di storia, tuttavia, costui verrebbe a conoscere che nel XVIII nacque un movimento filosofico, sociale e politico, l’Illuminismo, i cui i maggiori esponenti furono i filosofi francesi Voltaire (1694 – 1778) e Rousseau (1712 – 1778) e il filosofo tedesco Kant (1724 – 1804). L’Illuminismo, secondo quest’ultimo pensatore, è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve attribuire a se stesso. La storia – sostiene Kant nel Progetto per la Pace perpetua (1795) – è stata offuscata dall’ignoranza e dalla superstizione, tormentata da guerre di religione e da guerre fratricide tra i popoli, ma i lumi della ragione, divulgandosi, porteranno il progresso, promuoveranno una civiltà sempre più avanzata. E in questo Kant è stato un profeta perché, anche se è trascorso circa un secolo e mezzo, grazie al Manifesto di Ventotene (1941) di Spinelli, Rossi e Colorni, fu partorita l’Unione Europea (UE) il 25 marzo 1957, e perché «Lo stato di pace tra gli uomini, che vivono gli uni a fianco degli altri, non è uno stato naturale». La pace, infatti, va costruita e mantenuta attraverso la legislazione giuridica di un popolo che è la repubblica fondata: 1)sul principio di libertà dei membri del popolo; 2) sul principio della dipendenza di tutti da un’unica legislazione comune (come sudditi) che è la Costituzione; 3) sulla legge della eguaglianza e della fraternità (come cittadini); 4) sulla separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e sulla loro indipendenza (in ciò coincidente con le idee del filosofo Montesquieu (1689 – 1755)); senza questa condizione essa risulta dispotica e violenta. « … Ciò che fornisce la garanzia della pace è niente di meno che la grande artefice natura (natura daedala rerum) dal cui corso meccanico si vede eccellere il fine che dalla discordia fa sorgere la concordia tra gli uomini anche contro la loro volontà …». L’Italia, da parte sua, diventando in seguito al Referendum del 2 giugno 1946 una Repubblica democratica, sui principi sopra esposti, si dette una Costituzione che entrò in vigore l’1 gennaio 1948, che dalla discordia fa sorgere la concordia tra gli uomini anche contro la loro volontà. Kant, inoltre, nello stesso Progetto sostiene, a proposito dell’integrazione degli immigrati, che il determinismo naturale dovuto alla sfericità della terra sulla quale gli uomini sono destinati a convivere, e il diritto naturale, originario, di ogni uomo all’eguale possesso della sua superficie, concorrono a sostenere le ragioni dell’ospitalità universale. L’Illuminismo costituì anche le fondamenta della Rivoluzione francese (1779 – 1799), che sconvolse la Francia per l’elevato numero di morti che superò duemilioni ma segnò la fine dell’assolutismo monarchico con l’instaurazione della Prima Repubblica (1792) e la salvaguardia dei diritti umani sotto l’egida del motto “Liberté, Égalité, Fraternité” (Libertà, Uguaglianza, Fraternità), tant’è che molto tempo dopo la sua eredità contribuì a definire la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani o DUDU (1948), approvata dalle Nazioni Unite (ONU) e che obbliga gli Stati del mondo a garantire i diritti di ogni individuo, che sono ovviamente universali, inalienabili e indivisibili. Nel 1950 il Consiglio d’Europa confermando la DUDU istituì la Corte Europea dei Diritti Umani, a cui possono adire i cittadini che ritengano di essere stati lesi in qualcuno dei loro diritti. Nei tempi attuali, tuttavia, la guerra è ritornata, ovviamente non nell’Unione europea, ma ai suoi confini prepotentemente tra la Russia e l’Ucraina e in Medio Oriente tra Israele e Hamas, seguita questa da quella tra Israele e Iran, facendo emergere la precarietà degli organismi internazionali suddetti a causa di capi dispotici, violenti, scaltri e furbi, che li stanno corrodendo continuamente e cruentemente a danno degli Ucraini e dei Palestinesi, almeno per ora. Questo è pericoloso perché questi comportamenti autoritari e trasgressivi si possono trasmettere e diffondere come scriveva Platone (428/427 – 348/347 a.C.) nel Fedro (XXXIV): Il cavallo buono e l’auriga da principio resistono, adirati di essere costretti a cose che essi giudicano abominevoli, ma infine, quando il male non ha più limiti, si lasciano trarre dove il cavallo cattivo vuole. E questo perché, come diceva Socrate (470/469 – 399 a.C.), il suo maestro, l’origine di tutti i mali è l’ignoranza.
Francesco Giuliano
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