ROMA – Al via a Roma il IV Summit sull’Economia del Mare: «Il mare è la nostra forza, servono scelte coraggiose». Dopo la presentazione del XIII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare, avvenuta ieri presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy alla presenza del ministro Adolfo Urso, si è aperto ufficialmente oggi il IV Summit Nazionale sull’Economia del Mare – Blue Forum, nella prestigiosa sede di Unioncamere agli Horti Sallustiani.
Una platea di autorità, esperti ed esponenti del mondo produttivo ha dato il via ai lavori, con la conduzione della giornalista Nunzia De Girolamo che ha intervistato in apertura il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi. A seguire, hanno portato il loro saluto Roberta Metsola, presidente del Parlamento Europeo (videomessaggio), Andrea Prete, presidente di Unioncamere, Giovanni Acampora, presidente di Assonautica Italiana, Si.Camera e Camera di Commercio Frosinone Latina, Luca Squeri, S.Em. card. Matteo Maria Zuppi (videomessaggio), amm. Enrico Credendino, gen. Maurizio Cantiello, amm. Sergio Liardo, gen. Cristino Alemanno, e mons. Gian Franco Saba.
Sul palco e in videocollegamento, autorità politiche, istituzionali e religiose hanno sottolineato il valore strategico del sistema mare.
«Il tema delle infrastrutture, con il dl infrastrutture, è fondamentale nel momento in cui è tornata al centro del mondo la dimensione della logistica, soprattutto quella del mare. È importante connettersi con il resto del globo tramite le vie d’acqua per portare linfa vitale. Il Dl infrastrutture cerca in tal senso di risolvere una serie di problemi; dopo tanti anni di immobilismo abbiamo bisogno di cambiare passo e rivedere il sistema, autostradale, della rete ferroviaria, ma anche prevedere cambi tecnologici nel settore marittimo navale. Abbiamo di fronte obiettivi ambiziosi, e il Dl infrastrutture rappresenta una ulteriore tappa per risolvere alcuni problemi che in parte ci trascinavamo», ha affermato Edoardo Rixi, Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
«Non possiamo fare le cose come se il mondo fosse uguale a vent’anni fa. Abbiamo bisogno di accelerare – ha sottolineato – e sul tema marittimo abbiamo bisogno non solo di avere una capacità logistica ma di avere una sicurezza sopra e sotto l’acqua. Se da una parte c’è una crescente preoccupazione per un mondo dove le certezze sono sempre di meno, c’è anche qualche consapevolezza in più, di un dinamismo che cerca di ricucire dei rapporti che con il tempo si erano lacerati. Il nostro Paese sta cercando di dialogare con tutti, per ricreare rapporti solidi commerciali».
Ha portato il suo videomessaggio anche Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo:
«Anche il settore marittimo ha subìto le difficoltà della pandemia, di una guerra di aggressione al nostro continente, della crisi energetica, dell’aumento del costo della vita e sullo sfondo una crisi climatica. Ma se questo periodo ci ha insegnato qualcosa, è l’urgenza di costruire un’Europa più resistente per contrastare shock simili in futuro. L’unico modo è far crescere le nostre economie. L’Italia è la terza più grande economia blu d’Europa. L’ambizione climatica è essenziale, ma ciò significa anche fissare obiettivi raggiungibili e offrire stimoli finanziari. Nella sua risoluzione sull’attuazione della politica comune della pesca, il Parlamento ha sottolineato che è necessario un livello di stabilità economica in questo settore, perché gli operatori possano innovare e adottare tecniche più sostenibili. Esiste anche un grande potenziale nella digitalizzazione dell’attività marittime. L’Unione Europea sta già contribuendo in molte di queste aree e lo farà sempre di più. Io sono cresciuta vicino al mare e so quanto sia cruciale la gestione sostenibile delle risorse marine sul nostro pianeta. E ora possiamo fare la differenza, perché le decisioni che prendiamo oggi hanno ancora il potere di plasmare il futuro».
Nel primo panel, hanno preso parola Andrea Prete, Presidente di Unioncamere, e Giovanni Acampora, Presidente di Assonautica Italiana, Si.Camera e della Camera di Commercio Frosinone Latina.
«L’economia del mare è una somma di tante economie che hanno un filo conduttore, il mare. C’è quella della cantieristica, l’alberghiero, il settore delle crociere, quello dei porti, della pesca, dell’accoglienza e della ristorazione. I numeri sono importanti: oltre un milione di occupati, oltre 2 miliardi complessivi. Tutto questo comparto è cresciuto ed è attento ai temi della sostenibilità e dell’ambiente. E anche nel Mezzogiorno l’economia del mare sta crescendo. Servono scelte coraggiose su questa direttrice», ha detto Prete.
«Oggi, più che mai, siamo convinti che serva una visione a lungo termine, capace di tenere insieme crescita, sostenibilità, sicurezza e innovazione. Abbiamo delle sfide importanti per il prossimo triennio che impongono scelte coraggiose. Connettività, che vuol dire integrazione; responsabilità, intesa come crescita economica e sociale, e rigenerazione sono i pilastri su cui intendiamo creare valore per l’intero Sistema mare. Siamo qui perché vogliamo guardare al mare come leva per uno sviluppo inclusivo e competitivo e questa è un’importante occasione per condividere strategie concrete in vista della nuova pianificazione marittima italiana 2026–2028. Abbiamo un’importante opportunità per lo sviluppo del Sistema Mare del nostro Paese e per le imprese che operano nella blue economy ed è indispensabile un’agenda chiara delle azioni e delle priorità da mettere in campo», ha ribadito Acampora.
È intervenuto anche il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI, in un toccante videomessaggio:
«Creare valore, il titolo scelto dal vostro Summit, significa scegliere valori importanti – ha detto – significa costruire un sistema, capire le ricchezze e le potenzialità e questo richiede sempre l’alleanza con vari soggetti. Papa Francesco, scegliendo questo tema, ha ribadito la necessità di una alleanza sociale della speranza. C’è molta paura nel mondo per ciò che stiamo vivendo, e la paura rischia di paralizzare la speranza. La paura favorisce il presente e non il futuro. La paura spinge a conservare; al contrario la speranza guarda a quello che ancora non c’è».
Infine, l’intervento molto atteso del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida:
«Le sfide più urgenti legate alla Blue Economy riguardano la valorizzazione del mare da ogni punto di vista, in una nazione che ha tre quarti della sua esposizione di confine sul mare. È la nostra risorsa cardine, se sapremo sfruttarla ancora di più e ancora meglio in un quadro che prevede tante criticità che sono quelle legate a politiche europee che non sempre tengono conto delle esigenze delle singole nazioni o delle loro produzioni. Per anni l’Unione Europea ha sacrificato molto la produzione di pesca e negli ultimi due anni e mezzo abbiamo lavorato per invertire questa tendenza: desertificazione delle nostre marinerie, che è avvenuta nel tempo, che ha visto arrivare a cifre di -40%-50% con porti che vedevano nella pesca una risorsa straordinaria che hanno perso questa vocazione. Questo ha creato un danno economico ma anche un danno ambientale. Siamo riusciti nell’ultima trattativa di dicembre scorso a segnare un risultato straordinario condiviso con le associazioni di rappresentanza del mondo della pesca perché per la prima volta abbiamo fermato la scellerata scelta di ridurre spesso, senza dati scientifici adeguati, lo sforzo di pesca che aveva l’unico effetto, questo lo dicono i dati, di diminuire le nostre imbarcazioni, la vocazione dei nostri pescatori, a dare la possibilità a nuove generazioni di occuparsi di questo settore. Abbiamo restituito speranza, abbiamo sostenuto economicamente il settore fin dall’inizio mettendolo sul piano dell’agricoltura, abbiamo immesso in tutti i bandi che riguardano il settore agricolo anche la possibilità di partecipare al mondo della pesca, alle imprese della pesca. Abbiamo lavorato per modernizzare il nostro settore con risorse importanti per il fermo definitivo. Abbiamo contrastato scelte europee che mettevano in condizione di sacrificare tipologie di pesca che sono proprie della nostra Italia. Su questo tema abbiamo lavorato tanto per rafforzare la condizione che la nostra Italia ha di essere definita dal mare».
Il Summit ha proseguito con altri importanti interventi, tra cui quelli di Mario Zanetti (Confindustria), Marco Barbieri (Confcommercio), Stefano Laporta (ISPRA), il messaggio del presidente del Senato Ignazio La Russa, e il videomessaggio del commissario europeo per la pesca Cōstas Kadīs. La mattinata si è chiusa con la presentazione del Piano del Mare 2026–2028, moderata dal giornalista Luciano Ghelfi, e con l’intervento della ministra del Turismo Daniela Santanchè.
Il XIII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare, curato da OsserMare, Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere, Camera di Commercio Frosinone Latina, Informare e Blue Forum Italia Network, ha confermato la centralità del comparto nel sistema Paese: 232.841 imprese, oltre 1 milione di occupati, un valore aggiunto diretto di 76,6 miliardi di euro che, sommando gli effetti indiretti, arriva a 216,7 miliardi, pari all’11,3% del PIL nazionale. Cresce anche l’occupazione con un +7,7%, ben oltre la media nazionale del +1,9%.
News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.





















