Mentre l’indagine sull’assalto del bus a Rieti costato la vita a un autista segna alcuni punti fermi e si allarga ad altri tifosi, arrivano pure le minacce via striscione. “Nascondetevi infami, sappiamo chi siete”. La scritta nera su fondo bianco è stata affissa su uno dei cancelli d’accesso del PalaSojourner, l’impianto sportivo che domenica scorsa ha ospitato la partita di basket di serie A2 tra Real Sebastiani Rieti e Pistoia Basket, al termine della quale, durante l’assalto al pullman di tifosi della squadra toscana di ritorno a casa, tre ultras reatini, ora in carcere, hanno lanciato grossi sassi contro il vetro anteriore del mezzo, colpendo a morte il secondo autista, Raffaele Marianella.
La scritta è stata aerografata utilizzando i caratteri solitamente usati dai gruppi ultras e dall’estrema destra. Un messaggio intimidatorio rivolto probabilmente ai testimoni dell’agguato per intimorirli. «La situazione è sotto controllo, e l’attenzione è al massimo», ha ribadito il questore di Rieti, Pasquale Fiocco. «Lo striscione non deve farci preoccupare troppo. Ce lo aspettavamo. Era fisiologico. Ma la nostra attenzione resterà molto alta».
Perquisita la curva Terminillo
Intanto la digos ha perquisito la sede del gruppo ultras “Curva Terminillo” a cui appartengono Kevin Pellecchia, Manuel Fortuna e Alessandro Barberini. La perquisizione è stata effettuata ai sensi dell’articolo 41 del Tulps che dà facoltà alle forze di polizia di effettuare il controllo per la ricerca di armi senza mandato dell’autorità giudiziaria dopo la comparsa dello striscione davanti al Palazzetto reatino. Al momento dell’irruzione nella sede degli ultras c’erano soltanto due appartenenti al gruppo.
La Sebastiani basket: “Spirale d’odio che ci danneggia ancora”
La Sebastiani basket ha commentato con una nota: «Un atto intimidatorio e che ancor di più arreca danno ad una società, la nostra, che nulla ha a che fare con questa tragica storia se non come parte fortemente lesa. Non accettiamo che una vicenda, già di per sé estremamente tragica, generi altro odio. Non accettiamo che la nostra società, da sempre portatrice dei valori più sani dello sport e della correttezza, venga associata a tutto questo odio con uno striscione intimidatorio apposto sui cancelli di quella che è la nostra casa. Chiediamo che la nostra città, si opponga a questa spirale d’odio che si sta generando e dimostri con forza la sua lontananza da chi ha commesso questo gesto».
Proseguono le indagini sull’assalto al bus: indagini su un quarto ultrà reatino
Le indagini sull’assalto non sono finite. «Abbiamo risposto con rapidità a questo episodio e abbiamo restituito sicurezza alla cittadinanza. Le indagini proseguono e vanno avanti», ha detto il procuratore capo di Rieti, Paolo Auriemma, in conferenza stampa, ricordando «i tre fermi convalidati a cui il gip ha applicato la misura cautelare». E cioè quelli, in carcere, di Kevin Pellecchia, Manuel Fortuna e Alessandro Barberini, i tre ultrà della curva Terminillo del Sebastiani Rieti, accusati di aver assaltato a sassate il bus degli avversari sportivi e di aver ucciso il secondo autista Raffaele Marianella.
Ma ora la posizione di un quarto ultras della Curva Terminillo è al vaglio degli investigatori: secondo quanto scrive LaPresse, si tratterebbe di un 51enne, S.M., che con la sua auto, trovata in un campo nei pressi del luogo dell’agguato, avrebbe accompagnato vicino allo svincolo della superstrada Rieti-Terni alcuni ultras che hanno partecipato all’azione violenta e che poi sono stati fermati.
A bordo dell’auto si trovava il minorenne che poi ha collaborato con gli inquirenti: il giovane non farebbe parte del gruppo degli ultras, ma si trovava sul mezzo perché doveva essere riaccompagnato a casa.
(Fonte Repubblica )
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