È durata quattro ore la discussione del ricorso, davanti ai giudici del Tribunale del Riesame di Roma, presentato dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Angelo Fiore, difensori del consigliere regionale di Fratelli d’Italia arrestato a ottobre per la grave ipotesi di corruzione.
Da 20 giorni, “Frato’”, come viene chiamato negli ambienti politici e cittadini, si trova ristretto agli arresti domiciliari. Il consigliere regionale ha optato per ricorrere al Tribunale del Riesame di Roma, così da richiedere l’annullamento dell’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, previo interrogativo preventivo come la riforma Nordio impone. Il ricorso chiede in subordine la sostituzione della misura cautelare che, da sabato 18 ottobre, impedisce al politico di lungo corso di avere contatti col mondo esterno, con l’eccezione di famigliari stretti e legali.
Un ricorso al Riesame che, stante le accuse, soprattutto in riferimento alla mazzetta e alla pervicacia dell’ex DC di rimanere ancorato allo scranno della Pisana, è tutto in salita. Se, infatti, Tiero si fosse dimesso da consigliere regionale, probabilmente avrebbe evitato l’arresto, in quanto sarebbe venuta mena la possibilità di reiterare il reato, così come ha valutato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario.
Ad ogni modo, nella discussione odierna, l’avvocato Cardillo Cupo è entrato nel merito delle accuse, chiedendo la liberazione del suo assistito nonché collega di partito. L’avvocato Fiore, invece, ha sollevato una eccezione rispetto alla presunta mancata autorizzazione del trojan installato dagli investigatori di Carabinieri e Finanza all’interno del cellulare di Frato’. La mancata autorizzazione farebbe cadere diverse intercettazioni captate dagli investigatori e inserite del fascicolo d’indagine.
Al che, il pubblico ministero titolare dell’indagine, Martina Taglione, presente al Riesame, insieme al collega Giuseppe Aiello, ha spiegato che, in realtà, l’autorizzazione esiste e verrà prodotta. I giudici del Riesame si sono riservati e dovranno decidere sulla misura cautelare entro i prossimi cinque giorni: ultima data utile, lunedì 10 novembre.
(Fonte Latina TU)
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