David Stojanovic è stato liberato pochi minuti fa dal gip. È quanto apprende Repubblica. Fino alla mattina di sabato il 25enne era ai domiciliari con l’accusa di omicidio volontario per aver fatto precipitare l’amico Leonardo Fiorini dal balcone di un b&b a Monteverde la sera di giovedì 13 novembre.
Ora esce di scena la misura cautelare, ma non le ombre che avvolgono quella caduta. La storia non è mai stata lineare. Stojanovic racconta che Fiorini, in un momento di agitazione, avrebbe tentato di buttarsi. Dice di averlo afferrato, di aver provato a bloccarlo, ma di non esserci riuscito. Una versione che cozza con quanto riferito dai testimoni: parlano di una colluttazione, di due corpi che si muovono sul balcone, di tensione crescente.
Nemmeno l’autopsia ha sciolto il nodo. Le contusioni ci sono, ma non indicano una sola strada. Possono essere il segno di un’aggressione, ma anche il risultato di un tentativo disperato di trattenere l’amico che stava cercando di buttarsi giù dal balcone. Un’incertezza che il pm Francesco Saverio Musolino aveva colto sin da subito, scegliendo la prudenza dei domiciliari al posto del carcere.
La liberazione non chiude nulla, semmai apre una fase nuova. Vanno riascoltati i testimoni, verificati i tempi, ricostruiti i minuti che precedono la caduta. Mancano ancora molte tessere nel racconto. La dinamica resta sospesa tra due verità incompatibili. E questa indagine – come spesso accade – procede a piccoli passi, tra atti che non combaciano e domande ancora senza risposta. A difendere Stojanovic è un esperto penalista, l’avvocato Dino Di Giacomantonio.
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