L’associazione Diritti e Legalità rivolge una denuncia diretta al Governo della Repubblica per quanto accaduto nel giorno di Natale in numerose città italiane, dove si sono moltiplicate le file davanti alle mense Caritas.
“Centinaia di persone hanno atteso un pasto caldo, restituendo l’immagine di un Paese in cui il diritto a una vita dignitosa non è più garantito.
In quelle file ci sono italiani e stranieri, giovani, anziani, famiglie, lavoratori poveri.
Non si tratta di marginalità residuale, ma di una povertà diffusa e strutturale, che coinvolge fasce sempre più ampie della popolazione.
Una condizione aggravata dall’aumento del costo della vita e dalla precarietà del lavoro.
Il Governo non può sottrarsi alle proprie responsabilità.
L’abolizione del Reddito di cittadinanza, senza l’introduzione di uno strumento universale ed efficace di contrasto alla povertà, ha prodotto un vuoto sociale evidente.
Migliaia di persone sono state private di un sostegno minimo, finendo per dipendere esclusivamente dalla carità.
Le mense e i volontari svolgono un ruolo fondamentale, ma non possono sostituire lo Stato.
La solidarietà non può essere la risposta strutturale all’assenza di politiche sociali.
Delegare al volontariato la gestione della povertà significa rinunciare alla tutela dei diritti fondamentali.
Le immagini delle file davanti alle mense nel giorno simbolo della condivisione rappresentano una smentita concreta alla narrazione di un Paese in ripresa.
Raccontano invece un’Italia segnata da disuguaglianze crescenti, frutto di scelte politiche precise.
Diritti e Legalità chiede al Governo un immediato cambio di rotta: il ripristino di strumenti reali di sostegno al reddito, politiche attive contro la povertà, investimenti su lavoro dignitoso e welfare.
Continuare a ignorare questa realtà significa accettare l’impoverimento sociale come normalità.
Questo Natale consegna un messaggio chiaro: la povertà è una responsabilità politica.
Il Governo è chiamato a rispondere, non a voltarsi dall’altra parte.
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