L’angolo delle curiosità artistiche

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L’angolo delle curiosità artistiche (76)

Un’arte che non sia basata sulle sensazioni non è affatto un’arte…il coinvolgimento è il fondamento, l’inizio e la fine: l’abilità, lo scopo e la tecnica, tutti questi altri elementi stanno nel mezzo. (Paul Cézanne)

         Il fiorentino Giotto di Bondone ha realizzato, nella città di Assisi nella basilica del Santo, il ciclo pittorico su Francesco. Gli affreschi della navata e della controfacciata, eseguiti alla fine del XIII secolo, seguono un programma iconografico che illustra la vicenda di san Francesco, nonché le profonde analogie tra la vita del Santo e quella di Cristo. Il ciclo si sviluppa su tre registri sovrapposti: Storie dell’Antico Testamento, Storie del Nuovo Testamento e Storia della vita di san Francesco.

         Nei celebri affreschi di Giotto il paesaggio e gli animali diventano temi importanti. Le due scene ambientate nella natura Il miracolo della sorgente e La predica agli uccelli sono sistemate l’una accanto all’altra. Entrambi gli affreschi sono famosi, ma l’amore di Francesco per le creature ha fatto della Predica agli uccelli l’immagine-emblema del santuario. In questa scena è particolarmente chiaro il carattere del nuovo stile pittorico.

         Due capolavori scultorei realizzati dal giovane Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) sono Plutone Proserpina e Apollo e Dafne. Opere d’arte eccelse furono volute, nell’epoca barocca, dal cardinale Maffeo Barberini, poi papa Urbano VIII. Il prodigioso Bernini, figlio d’arte versato in tutte le arti (architettura, pittura), venne “assunto” dal pontefice come  un nuovo Michelangelo. Bernini, oltre ai ritratti, costruì l’immenso e spettacolare Baldacchino sulla tomba dell’apostolo Pietro.

         Stretto fu il legame tra lo scultore Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, divenuto papa Urbano VIII. Una collaborazione intellettuale che ha dato vita al linguaggio barocco, trasformando Roma come centro artistico d’Europa. Lavorando nei grandi cantieri della città eterna, in particolare nella basilica di San Pietro, il Bernini assunse il ruolo di architetto del papa.

         Il Liberty, definito anche “stile nuovo” e “floreale”, ha contraddistinto la produzione artistica italiana del primo Novecento. Uno stile elegante caratterizzato da forme sinuose  ispirate al mondo naturale, capace di coniugare modernità, originalità e pratiche artigianali. Come arte nuova, fu un movimento artistico e filosofico che si sviluppò tra la fine dell’800 e il primo decennio del 1900 e che influenzò le arti figurative, l’architettura e le arti applicate. Il movimento artistico ebbe massima diffusione durante l’ultimo periodo della cosiddetta Belle Époque.

         Il successo di Liberty in Italia fu decretato dalla Esposizione internazionale di arti decorative a Torino nel 1902, anno e città in cui venne fondata anche la rivista L’arte decorativa moderna. Esempio di cultura trasversale a molti ambiti, il Liberty si diffuse rapidamente e con successo investendo soprattutto l’edilizia borghese anche nei centri minori. Il termine Liberty deriva da un negozio londinese, celebre per i tessuti e gli oggetti d’arte orientali. 

         Lo Stato italiano ha recentemente acquistato il Ritratto di Monsignore Maffeo Barberini attribuito a Caravaggio. Il dipinto entrerà a far parte delle collezioni delle Gallerie Nazionali di arte antica di Palazzo Barberini a Roma. Al termine di una lunga trattativa l’acquisto dell’opera d’arte si e concluso con la cifra di trenta milioni di euro e rappresenta uno degli investimenti più rilevanti mai sostenuti dallo Stato. Il dipinto raffigura il futuro papa Urbano VIII intorno ai trent’anni nella veste di chierico della Camera Apostolica. Per la prima volta il ritratto fu pubblicato da Roberto Longhi su Paragone, nel 1963, in un articolo intitolato Il vero Maffeo Barberini.


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