Il MAXXI di Roma, capolavoro decostruttivista di Zaha Hadid, sta vivendo la sua metamorfosi più radicale dalla sua inaugurazione nel 2010. Non si tratta solo di un ampliamento fisico, ma di un cambio di paradigma: la trasformazione da “contenitore d’arte” a dispositivo urbano sostenibile. Il progetto “Grande MAXXI”, finanziato in larga parte dai fondi PNRR e dai Ministeri della Cultura e delle Infrastrutture, entra oggi nel 2026 nella sua fase cruciale.
Sotto la guida della Fondazione MAXXI, la visione architettonica si è spostata dall’estetica pura all’etica ambientale. Il cuore di questa rivoluzione è il masterplan firmato dallo studio italo-francese LAN, che ha vinto il concorso internazionale proponendo una ricucitura profonda con il quartiere Flaminio.
I pilastri del cambiamento:
Integrazione urbana: Il museo abbatte i suoi confini invisibili per “risarcire” la città con nuovi spazi pubblici.
Multidisciplinarità: L’arte dialoga con la scienza, l’intelligenza artificiale e l’ecologia.
Carbon Neutrality: L’obiettivo dichiarato è l’abbattimento totale delle emissioni, rendendo il complesso un modello europeo di sostenibilità.
“Il MAXXI non è più solo uno spazio espositivo, ma un moderno foro romano dove la natura e la tecnologia si incontrano per ridefinire il concetto di comunità.”
MAXXI Hub + Green: Il Polmone Intelligente di Via Masaccio
La seconda pagina di questa rivoluzione è scritta nel cemento sostenibile e nel verde pensile. Il fulcro dell’espansione è il MAXXI Hub, un nuovo edificio multifunzionale che si sviluppa su due livelli. Non è una semplice appendice, ma un centro d’eccellenza che ospita laboratori per il restauro del contemporaneo e poli di ricerca dedicati al rapporto tra intelligenza artificiale e creatività.
L’innovazione del MAXXI Green: L’elemento più visibile della trasformazione è il parco lineare di 7.200 mq che costeggia via Masaccio. Questo spazio non è solo ornamentale, ma funzionale:
Mitigazione climatica: La fitta vegetazione è progettata per abbassare la temperatura al suolo, contrastando l’effetto “isola di calore” tipico delle aree urbane dense.
Orti produttivi: Una parte del parco è dedicata a orti urbani che servono i punti di ristoro del museo, creando una filiera cortissima tra cultura e agricoltura.
Energia dal design: Il tetto-giardino del nuovo edificio e l’integrazione di pannelli fotovoltaici d’avanguardia (alcuni dei quali “invisibili” o colorati, per rispettare l’estetica di Zaha Hadid) permettono al museo di produrre energia pulita.
Un Museo per Tutti: Accessibilità e Partecipazione
La “Rivoluzione Verde” del MAXXI non riguarda solo le piante e l’energia, ma anche la sostenibilità sociale. Il programma MAXXI per Tutti è l’anima umana del progetto, volta a eliminare ogni barriera — fisica, sensoriale o cognitiva.
Nel 2026, il museo si presenta come un laboratorio permanente di cittadinanza. I nuovi depositi “intelligenti” sono ora accessibili al pubblico, permettendo ai visitatori di scoprire cosa accade dietro le quinte della conservazione artistica. Le gallerie non sono più solo luoghi di osservazione passiva, ma spazi di partecipazione dove i cittadini possono contribuire alla creazione di contenuti.
Le sfide del futuro: Mentre i cantieri procedono verso il completamento previsto per il 2027, il MAXXI sta già esportando questo modello. Il dialogo con il quartiere è costante, con laboratori di progettazione del paesaggio e giardini didattici che coinvolgono le scuole locali. La sfida è ambiziosa: dimostrare che un’istituzione culturale può essere il motore principale della transizione ecologica di un’intera città.
Il Grande MAXXI rappresenta il passaggio dall’architettura dell’icona all’architettura dell’impatto. In un’epoca segnata dall’emergenza climatica, il museo nazionale delle arti del XXI secolo accetta la sfida più difficile: non solo raccontare il futuro, ma costruirlo attivamente nel cuore di Roma.
Alessandra Trotta (Giornalista e scrittrice)
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